Scuola, tra ruoli e rincari: al via l’anno scolastico delle polemiche

Mentre il Ministero rivendica la copertura delle cattedre e il rafforzamento dei sostegni, i sindacati denunciano la piaga del precariato e le famiglie affrontano la stangata dei prezzi.

anno scolastico

Con l’imminente suonata della prima campanella — fissata tra il 7 settembre a Bolzano e il 17 settembre in Puglia — il Ministero dell’Istruzione traccia un bilancio positivo per l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027. Secondo quanto dichiarato dal ministro Giuseppe Valditara, la fase delle immissioni in ruolo si è conclusa portando in cattedra 37.430 nuovi docenti a tempo indeterminato, una cifra in netto aumento rispetto alle circa 29.600 stabilizzazioni registrate nello stesso periodo dello scorso anno.

Oltre all’immissione in ruolo di 342 dirigenti scolastici e alla fase finale d’assunzione per oltre 12 mila unità di personale ATA, Viale Trastevere sottolinea la copertura di circa 118 mila supplenze e la conferma, su richiesta delle famiglie, di oltre 55 mila insegnanti di sostegno.

La reazione dei sindacati: “Sistema ancora fondato sul precariato”

Di parere opposto sono le organizzazioni sindacali, che rimandano al mittente il quadro rassicurante dipinto dalle istituzioni. Per la Flc Cgil, il sistema scolastico continua a reggersi su oltre 200 mila lavoratori precari tra docenti e personale ATA, afflitti da retribuzioni tra le più basse d’Europa. Polemiche anche sui fondi destinati all’emergenza caldo: i 20 milioni di euro stanziati dal ministero per i sistemi di raffrescamento corrisponderebbero, secondo il sindacato, a circa 57 euro a classe, appena sufficienti per un ventilatore.

Scetticismo espresso anche dalla Uil Scuola e dalla Gilda degli insegnanti: la presenza di ben 118 mila supplenze e il mancato raggiungimento del tetto massimo delle 46.642 assunzioni autorizzate dimostrerebbero, secondo i rappresentanti dei lavoratori, i limiti strutturali e le farraginosità dei meccanismi di reclutamento attuali.

Emergenza aule calde e appelli dei dirigenti

Oltre alle criticità sul fronte dell’organico, l’avvio delle lezioni deve fare i conti con le temperature elevate di inizio settembre. La Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) ricorda come solo l’11% degli plessi scolastici italiani disponga di un impianto di climatizzazione adeguato, suggerendo di posticipare l’apertura delle scuole verso la fine del mese. Da parte loro, i dirigenti scolastici chiedono l’istituzione di una cabina di regia nazionale per evitare che la gestione del microclima nelle aule ricada interamente sulle spalle dei singoli presidi.

Rincari e caro-scuola: la spesa per le famiglie

A complicare il rientro sui banchi intervengono infine gli aumenti dei costi per il materiale didattico e i testi scolastici. Le stime elaborate dal Codacons indicano un incremento generale dei prezzi compreso tra il 2% e il 4% per la cartoleria, mentre i libri di testo registrano rincari stimati tra l’1,8% e il 2,3%. L’Unione Consumatori contesta la scelta ministeriale di aver innalzato la soglia di sforamento del tetto di spesa per i libri dal 15% al 20%, mentre le associazioni di tutela chiedono forme di detraibilità fiscale per il materiale indispensabile.

Secondo le proiezioni, il costo complessivo per studente può raggiungere fino a 1.300 euro, a seconda della scuola e della tipologia di corredo scelta. Se per i prodotti base l’impatto economico rimane contenuto, il mercato evidenzia una forbice sempre più ampia guidata dai prodotti di marca e dalle dotazioni tecnologiche — come zaini dotati di batterie integrate o accessori firmati dalle case di moda — il cui valore esce dalle dinamiche del consumo ordinario per posizionarsi nella fascia del lusso.