Un colpo audace, eseguito a volto scoperto e in un orario di normale apertura al pubblico. È accaduto giovedì pomeriggio a Vienna, dove due uomini si sono introdotti come normali visitatori all’interno del MAK (Museo di Arti Applicate). Dopo aver regolarmente acquistato il biglietto d’ingresso, i malviventi si sono diretti verso una specifica teca in vetro, distruggendola a martellate davanti a diversi testimoni attoniti per poi fuggire a piedi tra le vie del centro.
Nonostante la presenza di visitatori nella sala, fortunatamente l’azione non ha causato feriti. Le autorità locali hanno immediatamente fatto scattare le ricerche, impiegando anche le unità cinofile nel tentativo di fiutare le tracce dei fuggitivi. La polizia della capitale austriaca ha reso note le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza, avviando un appello pubblico per raccogliere informazioni utili. Secondo le prime valutazioni investigative diffuse dal quotidiano Kronen, la dinamica fa ipotizzare un vero e proprio furto su commissione coordinato da una rete criminale organizzata.
L’inestimabile tesoro da 200 carati della regina Nazli
Il bottino del blitz è un vero capolavoro di altissima gioielleria dal valore storico eccezionale. Si tratta di una maestosa collana in platino da 200 carati complessivi, impreziosita da ben 673 diamanti. L’opera fu realizzata nel 1939 dalla celebre maison parigina Van Cleef & Arpels per la regina consorte Nazli d’Egitto. Sua maestà la sfoggiò in occasione delle nozze di sua figlia, la principessa Fawzia, con Mohammad Reza Pahlavi (futuro Scià di Persia).
Nel 2015, il prezioso monile era stato battuto all’asta da Sotheby’s a New York per una cifra pari a 4,3 milioni di dollari. Il pezzo si trovava temporaneamente in prestito a Vienna da giugno. Esposto all’interno di una prestigiosa retrospettiva temporanea dedicata ai 120 anni di storia della casa d’alta gioielleria francese, che raccoglieva circa 200 pezzi rari ed esclusivi. A seguito dell’accaduto, la direzione del MAK ha annullato le visite guidate e sospeso temporaneamente la mostra. La cui chiusura era originariamente prevista per il 27 settembre. Non è dato sapere se sarà riaperta.
L’allarme di Europol: l’Europa nella morsa dei furti d’arte
L’incursione al MAK rappresenta soltanto l’ultimo tassello di un fenomeno sempre più aggressivo e diffuso. Negli ultimi mesi, le istituzioni culturali del continente sono finite nel mirino di bande specializzate. Tra gli episodi più eclatanti figura l’irruzione al Louvre di Parigi dello scorso ottobre, dove i ladri hanno sottratto gioielli della corona per circa 88 milioni di euro. Soltanto questo mese si sono registrati altri colpi clamorosi: in Spagna è stato saccheggiato l’antichissimo “Tesoro di Villena” (raccolta d’oro dell’età del bronzo), mentre in Italia quattro capolavori di Antonello da Messina sono stati trafugati dal museo civico della città siciliana durante un giorno festivo (sebbene, parallelamente, le forze dell’ordine italiane siano riuscite a recuperare tre tele di Cézanne, Renoir e Matisse rubate nei pressi di Parma).
Un quadro confermato anche da un recente report diffuso da Europol. L’agenzia di contrasto al crimine sottolinea come i blitz nei musei europei stiano registrando una costante escalation di violenza: le bande operative dimostrano sempre meno scrupoli, impiegando strumenti da scasso come mazze ed esplosivi, quando non vere e proprie armi da fuoco per sopraffare il personale di vigilanza.
