Poker d’azzardo e droga nel club privato a Lonato: blitz e un arresto

Operazione congiunta di Polizia, Finanza e Monopoli in un circolo di Lonato del Garda: sequestrati marijuana, contanti e apparecchi illegali.

Lonato azzardo

Un’operazione interforze ha fatto luce sulle attività reali condotte all’interno di un circolo privato a Lonato del Garda. Il locale era formalmente registrato come associazione senza scopo di lucro. Gli agenti del Commissariato di Polizia di Desenzano, affiancati dal Nucleo Mobile della Guardia di Finanza e dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno fatto irruzione nel locale trovando oltre 70 avventori intenti a giocare. Più di venti persone sono state subito interrogate per delineare le dinamiche interne e accertare lo svolgimento del gioco d’azzardo.

A Lonato, tornei d’azzardo con montepremi a quattro cifre

Dietro la copertura di un’associazione no-profit, la struttura gestiva un sistema remunerativo privo di autorizzazioni. Per accedere ai tavoli verde era richiesto il pagamento di una tassa d’iscrizione, che garantiva le fiches necessarie per disputare tornei con in palio migliaia di euro. Durante la perquisizione, gli ispettori hanno rinvenuto in un ripostiglio anche diversi apparecchi “totem” non collegati alla rete statale dell’ADM e sprovvisti delle necessarie licenze.

Droga nello sgabuzzino e arresto del dirigente

Il controllo ha portato alla scoperta di oltre 180 grammi di marijuana e 2.500 euro in contanti. Per un membro del consiglio direttivo del club, considerato dagli inquirenti l’organizzatore dell’evento e già noto alle forze dell’ordine per reati specifici legati agli stupefacenti, sono scattate le manette. L’uomo deve rispondere di detenzione di droga a fini di spaccio e di gestione di gioco d’azzardo con dispositivi illegali.

Sigilli al circolo e indagini fiscali in corso

Il giudice ha convalidato l’arresto, applicando nei confronti dell’indagato l’obbligo di firma. Oltre al fermo del dirigente, l’intera struttura, la sostanza stupefacente e le macchinette illegali sono stati posti sotto sequestro. La Guardia di Finanza sta ora conducendo accertamenti di natura tributaria per quantificare il volume d’affari sommerso e l’ammontare dei proventi sottratti al Fisco.