Dolly Parton si è spenta all’età di 80 anni nella sua casa di Nashville, in Tennessee, lasciando un vuoto incolmabile nella cultura pop internazionale. A dare il triste annuncio è stato il nipote Bryan Seaver attraverso un video messaggio sui canali ufficiali della cantante, eseguendo una richiesta che la stessa artista gli aveva fatto tempo prima. Un momento toccante in cui la famiglia ha voluto ricordare l’essenza di una donna che, pur ricoperta di strass per tutta la vita, ha scelto di lasciarsi andare con la semplicità e la grazia che l’hanno sempre distinta.
Malata da tempo e reduce dal dolore per la scomparsa del marito Carl Thomas Dean nel marzo 2025, la cantautrice non aveva mai smesso di guardare al futuro, annunciando solo di recente nuovi progetti artistici. Il mondo della musica si stringe ora attorno al suo ricordo, a partire dalla nipote d’arte e godchild Miley Cyrus, con cui la Parton ha condiviso un legame profondo dentro e fuori dal palco.
Dalle Great Smoky Mountains al successo planetario
Nata nel 1946 in una famiglia umile e numerosa del Tennessee, la scalata di Dolly Parton al pantheon della musica mondiale è la storia di un talento puro unito a una determinazione incrollabile. Con oltre 3.000 brani scritti e 49 album pubblicati, ha firmato capolavori entrati di diritto nella storia della musica:
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I Will Always Love You: composta nel 1973 per Porter Wagoner e resa un fenomeno globale da Whitney Houston.
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Jolene e Coat of Many Colors: brani capaci di raccontare l’anima dell’America profonda con spiccata sensibilità.
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9 to 5: colonna sonora dell’omonimo film che l’ha vista protagonista sul grande schermo, trasformata negli anni in un vero e proprio inno d’emancipazione femminile.
Riconosciuta con 11 Grammy Awards e inserita sia nella Country Music Hall of Fame sia nella Rock and Roll Hall of Fame, la sua influenza ha travalicato i confini del genere country.
Oltre la musica: acume finanziario e filantropia
Dietro l’immagine iconica fatta di parrucche bionde cotonate e abiti luccicanti si nascondeva una delle menti imprenditoriali più brillanti dello spettacolo americano. Capace di costruire un impero che spazia dal parco a tema Dollywood fino a svariate produzioni mediatiche, la Parton ha dimostrato come la scaltrezza negli affari potesse convivere con una profonda generosità.
Attraverso la sua fondazione, la Imagination Library, ha donato oltre 200 milioni di libri ai bambini di tutto il mondo, rendendo omaggio alla memoria del padre analfabeto. Dolly Parton lascia in eredità non solo una discografia immortale, ma l’esempio di una donna che non ha mai rinnegato le proprie radici rurali, insegnando a generazioni di artisti a difendere con orgoglio la propria libertà espressiva.
