Nella notte tra il 17 e il 18 agosto 2026, il mondo dello sport e dell’ippica ha perso la sua stella più luminosa.
Il fulmine a ciel sereno e l’ultimo saluto
Varenne, il trottatore italiano noto in tutto il globo come “Il Capitano”, si è spento all’età di 31 anni nella tenuta LJ di Eboli, in provincia di Salerno, dove viveva dal marzo del 2025. A stroncarlo è stato un infarto fulminante, come confermato dai veterinari della struttura. Con un’aspettativa di vita media per i cavalli compresa tra i 25 e i 30 anni, Varenne se n’è andato da autentico patriarca, lasciando un vuoto incolmabile nei cuori degli appassionati.
Perché Varenne è diventato una leggenda mondiale
Varenne non è stato semplicemente un grande cavallo da corsa: è stato un fenomeno di costume capace di trascendere l’ippica e appassionare anche chi non aveva mai frequentato un ippodromo.
Nato il 19 maggio 1995 a Copparo (Ferrara) e battezzato con il nome della via parigina dove sorge l’ambasciata d’Italia, “Il Capitano” ha ridefinito il concetto di dominio agonistico.
Guidato dal driver Giampaolo Minnucci e allenato dal finlandese Jori Turja, ha collezionato 62 vittorie su 73 corse disputate, accumulando un montepremi record superiore ai 6 milioni di euro. La sua fama mondiale derivava da una strapotenza atletica unica e da una falcata devastante in curva, con cui demoliva la resistenza degli avversari.
Dalle imperfezioni giovanili al “Grande Slam” del 2001
La carriera di Varenne comincia quasi come una favola. Da puledro mostrava lievi difetti articolari che avevano spinto diversi acquirenti a scartarlo. Nel 1998, l’imprenditore napoletano Enzo Giordano decise però di scommettere su di lui acquistandolo per 150 milioni di lire. Fu la svolta: dopo il trionfo nel Derby Italiano di Trotto del 1998, Varenne iniziò una cavalcata storica.
L’apice fu raggiunto nel 2001 con il leggendario “Grande Slam” del trotto: la vittoria nello stesso anno del Prix d’Amérique a Parigi, dell’Elitloppet a Stoccolma e del Gran Premio della Lotteria ad Agnano, un’impresa straordinaria che ripeté anche nel 2002. Nello stesso 2001 entrò nel mito abbattendo il record del mondo sul miglio a Meadowlands (USA) con il tempo di 1’09″1.
L’eredità immortalata di un campione eterno
Dopo il definitivo ritiro dalle gare nell’ottobre del 2002, Varenne ha intrapreso una prolifica carriera da stallone proseguita fino al 2024, generando oltre 2.000 figli e trasmettendo la sua eredità genetica al trotto internazionale. Il suo nome resta scolpito nella storia dello sport italiano al pari dei più grandi campioni di sempre.
