Chiara Poggi: 19 Anni dopo il delitto di Garlasco. Messa e silenzio

A 19 anni dalla scomparsa di Chiara Poggi, Garlasco si stringe nel silenzio mentre la Procura prepara la chiusura delle nuove indagini.

Sono trascorsi 19 anni dal 13 agosto 2007, il giorno in cui la vita della ventiseienne Chiara Poggi venne spezzata nella villetta di famiglia a Garlasco, in provincia di Pavia. Una tragedia che ha segnato profondamente la cronaca nera italiana e che, a distanza di quasi due decenni, continua a suscitare forte commozione e attenzione pubblica.

La Messa in memoria e il desiderio di silenzio della famiglia

In occasione dell’anniversario della sua scomparsa, questa sera la comunità locale e i familiari si riuniranno nella chiesa parrocchiale di Garlasco per una messa in suffragio in memoria di Chiara. Un momento di raccoglimento intimo che risponde al preciso e costante desiderio della mamma di Chiara, Rita Preda, e di tutta la famiglia Poggi: “ricordare la giovane nel silenzio e nella preghiera, ben lontano dal clamore mediatico, dalle telecamere e dalle speculazioni che per anni hanno circondato la vicenda”.

Sin dai primi giorni successivi al delitto, i genitori di Chiara hanno sempre preferito la dignità del dolore privato alle sovraesposizioni televisive, chiedendo rispetto per la memoria della figlia. E da allora, la comunità di Garlasco si stringe ogni anno attorno alla famiglia con un affetto discreto, rispettando la richiesta di sobrietà.

A che punto sono le indagini

Dal punto di vista processuale e investigativo, il caso del delitto di Garlasco è arrivato a una verità giudiziaria definitiva da diversi anni, anche se periodicamente si riaccendono dibattiti ed elementi di discussione. Nel dicembre del 2015, la Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna a 16 anni di reclusione per Alberto Stasi, all’epoca dei fatti fidanzato di Chiara. Stasi è stato ritenuto l’unico responsabile dell’omicidio dopo 5 gradi di giudizio.

I tentativi di riapertura e lo stato attuale

Negli anni successivi alla condanna, la difesa di Alberto Stasi ha presentato diverse istanze e sollecitazioni per ottenere una revisione del processo, puntando su riesami di tracce biologiche (tra cui il Dna sotto le unghie della vittima) e nuove perizie informatiche. Tuttavia, le autorità giudiziarie hanno ripetutamente rigettato le richieste di revisione, ritenendo gli elementi stabiliti nei tre gradi di giudizio solidi e privi di nuove prove decisive capaci di ribaltare il quadro probatorio.

Le nuove indagini: Il fascicolo su Andrea Sempio e la scadenza di settembre

Nonostante la presenza di una verità processuale consolidata, il quadro investigativo è tornato ad aprirsi. La Procura di Pavia ha infatti iscritto nel registro degli indagati Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, con l’ipotesi di reato di omicidio. I magistrati stanno completando le attività e si attende la chiusura ufficiale delle indagini preliminari entro il 28 settembre.

Motivi della nuova inchiesta

I motivi che hanno spinto la Procura a concentrare l’attenzione su Sempio ruotano attorno a una serie di nuovi accertamenti e perizie scientifiche commissionate dagli inquirenti. Una perizia medico-legale della dottoressa Cristina Cattaneo collocherebbe l’ora della morte nella tarda mattinata del 13 agosto. Questo elemento contrasterebbe con l’alibi teorico di quella finestra oraria e con gli elementi che avevano portato alla condanna di Alberto Stasi. Le analisi si sono focalizzate sulla compatibilità delle tracce di Dna rinvenute sotto le unghie di Chiara Poggi e sul riesame dell’impronta palmare trovata sulla parete della scala verso il seminterrato (la cosiddetta “impronta 33” ndr). Inoltre, i pm negli ultimi mesi, hanno disposto ulteriori approfondimenti tecnici, tra cui perizie sulla camminata e sulla conformazione del piede, oltre a valutazioni di carattere psichiatrico.