La movida della costa tirrenica a Sangineto si tinge di nero. Non ce l’ha fatta Antonio Perrotta, il trentaquattrenne di Fuscaldo rimasto vittima di una brutale aggressione tra sabato e domenica scorsi, mentre era in servizio come addetto alla sicurezza all’esterno di una nota discoteca di Sangineto. Dopo il pestaggio, l’uomo era inizialmente riuscito a fare rientro a casa; tuttavia, il repentino e grave peggioramento delle sue condizioni di salute ha reso necessario il trasporto d’urgenza prima presso il presidio ospedaliero di Cetraro e, successivamente, il trasferimento al nosocomio di Cosenza. È qui che il giovane si è spento a causa della gravità dei traumi riportati.
Aperta un’inchiesta: forze dell’ordine a caccia degli aggressori
Sulla vicenda vige il massimo riserbo, ma le attività investigative proseguono a ritmo serrato. Le indagini sono condotte in maniera congiunta dagli uomini della Squadra Mobile di Cosenza e dai Carabinieri della Compagnia di Paola, sotto il coordinamento del pubblico ministero di turno e del Procuratore Capo della Procura di Paola, Domenico Fiordalisi. Gli inquirenti stanno ricostruendo minutamente i momenti precedenti e successivi al pestaggio per risalire all’identità dei responsabili ed esaminando eventuali testimonianze o filmati di videosorveglianza della zona.
Il cordoglio della comunità per un lavoratore instancabile
La notizia della morte di Perrotta ha scosso profondamente l’intera provincia. L’uomo, impiegato stabilmente come operaio presso lo stabilimento Italbacolor di Fuscaldo, aveva scelto di prestare servizio durante la notte nel locale di Sangineto per garantire un’entrata economica extra alla propria famiglia, composta dalla moglie e da quattro bambini piccoli. Profondo il cordoglio espresso dall’Associazione “Giorgio La Pira” di Cosenza, che si è stretta attorno ai familiari denunciando l’assurdità di una vita spezzata sul luogo di lavoro a causa di un’ondata di violenza giovanile priva di controllo.
L’allarme sicurezza nel territorio cosentino
Il tragico episodio di Sangineto riaccende i riflettori sull’escalation di violenza che sta interessando diverse località della provincia. L’aggressione all’esterno della discoteca si inserisce infatti in una sequenza di recenti fatti di sangue che hanno interessato il territorio cosentino — tra cui la sparatoria registrata al Mamaeli e i gravi disordini avvenuti a Corigliano Calabro —, imponendo una riflessione immediata e interventi urgenti sul tema della sicurezza pubblica e della prevenzione tra i giovani.
