Grand Hotel di Riccione sequestrato: ospitava clienti nonostante il fallimento

La Guardia di Finanza ha posto sotto sequestro la storica struttura ricettiva. Sei persone sono indagate per bancarotta fraudolenta: tra loro l'ex amministratore Gianni Andreatta, ritenuto il principale responsabile della gestione abusiva.

Grand Hotel Riccione

Il Grand Hotel di Riccione è stato sottoposto a sequestro preventivo nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Rimini. Il provvedimento riguarda immobili, quote societarie e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 29 milioni di euro.

L’inchiesta ipotizza diversi episodi di bancarotta fraudolenta e coinvolge sei persone, tra cui l’ex amministratore della società che gestiva l’albergo, Gianni Andreatta, 75 anni, originario della provincia di Treviso. L’uomo risulta formalmente residente a Cuba ma domiciliato a Riccione ed è considerato dagli investigatori il principale artefice della presunta gestione illecita.

L’hotel continuava a operare dopo il fallimento

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la società proprietaria della gestione dell’albergo era stata dichiarata fallita nel 2023. A seguito della procedura concorsuale, l’immobile avrebbe dovuto essere consegnato al curatore fallimentare nominato dal Tribunale.

Le indagini, invece, avrebbero accertato che l’attività ricettiva non si sarebbe mai realmente fermata. Pur essendo privo delle necessarie autorizzazioni e con le licenze revocate, l’hotel avrebbe continuato a ospitare clienti, effettuando incassi prevalentemente in contanti e senza una regolare contabilizzazione.

Il blitz della Guardia di Finanza

L’operazione è stata eseguita dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Rimini. Al momento dell’accesso nella struttura, gli investigatori hanno trovato all’interno lo stesso Andreatta, che vi abita, insieme ad alcuni turisti presenti come ospiti dell’albergo.

Le Fiamme Gialle hanno inoltre effettuato perquisizioni nel Grand Hotel e in altri immobili situati nelle province di Rimini, Milano, Monza e Brianza e Bari. Durante le attività è stato impiegato anche un “cash dog”, un cane addestrato a individuare denaro contante nascosto.

La struttura sarà messa all’asta

L’inchiesta evidenzia come la gestione dell’hotel sarebbe proseguita nonostante il fallimento della società e la perdita dei requisiti necessari per esercitare l’attività alberghiera.

Nel frattempo è già fissata la vendita giudiziaria dell’immobile: il Grand Hotel di Riccione dovrebbe essere battuto all’asta il prossimo 23 settembre, con un valore stimato di circa 24 milioni di euro.

Un simbolo storico della Riviera

Il Grand Hotel di Riccione rappresenta uno degli edifici più iconici della Riviera romagnola. Fu inaugurato il 15 agosto 1929, realizzato in appena cento giorni su progetto dell’architetto Rutilio Ceccolini per volontà dell’imprenditore Gaetano Ceschina.

Nel corso dei decenni l’albergo è diventato un punto di riferimento della mondanità riccionese e uno degli hotel storici più conosciuti della costa adriatica. Gianni Andreatta ne aveva assunto la gestione dopo la scomparsa della vedova di un esponente della famiglia Ceschina, che aveva assistito negli ultimi anni di vita.

Le accuse

Le contestazioni formulate dalla Procura riguardano presunti reati di bancarotta fraudolenta. Sarà ora l’autorità giudiziaria a valutare le responsabilità dei sei indagati nel prosieguo delle indagini, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.