Eredità Emilio Fede, nuova udienza tra le figlie: al centro Villa Lucia

Il 7 dicembre Simona e Sveva Fede torneranno davanti al gip di Roma. La disputa riguarda immobili di pregio, conti correnti, gioielli e presunte movimentazioni di denaro dopo la morte dei genitori.

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La lunga disputa sull’eredità di Emilio Fede e della moglie Diana De Feo è destinata a vivere un nuovo capitolo. Il prossimo 7 dicembre, infatti, Simona e Sveva Fede compariranno nuovamente davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, Filippo Steidl, chiamato a decidere se accogliere la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura oppure disporre ulteriori approfondimenti sulle accuse formulate dalla figlia maggiore.

Non si tratta ancora dell’apertura di un processo, ma di un passaggio particolarmente delicato. La Procura ritiene infatti che la controversia abbia prevalentemente natura civilistica, mentre Simona Fede continua a chiedere che la sorella venga giudicata anche sotto il profilo penale.

Le accuse di Simona Fede e la richiesta della Procura

Secondo la ricostruzione sostenuta dalla primogenita, Sveva avrebbe progressivamente assunto il controllo del patrimonio familiare modificando, di fatto, l’equilibrio successorio delineato dalla madre.

Tra gli aspetti contestati figurano:

  • presunte movimentazioni per circa 450 mila euro dai conti correnti intestati a Diana De Feo;
  • circa 1,4 milioni di euro che, secondo Simona, non troverebbero adeguata giustificazione;
  • la sorte di gioielli, argenteria e opere d’arte dal valore stimato di circa 400 mila euro.

Sveva Fede ha sempre respinto ogni accusa. Al termine delle indagini, la Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione del procedimento, ma Simona ha presentato opposizione attraverso il proprio legale, chiedendo che le verifiche proseguano.

La frattura, però, non riguarda soltanto il piano giudiziario. In un’intervista rilasciata a la Repubblica, Sveva ha dichiarato: “Non è più mia sorella”, parole che testimoniano come il conflitto abbia ormai compromesso definitivamente i rapporti familiari.

Villa Lucia è il simbolo dello scontro

Il bene più rappresentativo della contesa è Villa Lucia, storica residenza affacciata sul Golfo di Napoli e situata all’interno del parco della Floridiana, nel quartiere Vomero.

Secondo Simona Fede, il testamento della madre le avrebbe riconosciuto un diritto di comodato sull’immobile, diritto che tuttavia non avrebbe mai potuto esercitare.

La villa è soltanto uno dei beni coinvolti nella complessa vicenda ereditaria, che comprende anche:

  • una prestigiosa villa ad Anacapri;
  • diversi immobili nei Castelli Romani;
  • conti correnti;
  • cassette di sicurezza;
  • gioielli, argenteria e opere d’arte accumulate nel corso della vita di Emilio Fede e Diana De Feo.

La questione della villa di Anacapri e della Fondazione Emilio Fede

Tra i punti più contestati figura anche la proprietà di una villa ad Anacapri, intestata a entrambi i coniugi.

Simona sostiene che il testamento della madre le avesse destinato la relativa quota dell’immobile. Secondo la sua ricostruzione, invece, l’intera proprietà sarebbe successivamente confluita nella Fondazione Emilio Fede, costituita il 30 luglio 2021, attraverso il trasferimento della quota appartenente al padre.

La primogenita contesta inoltre l’apertura di una cassetta di sicurezza presso una filiale BNL di Roma e ritiene che la gestione dell’intero patrimonio abbia compromesso la quota di legittima che le sarebbe spettata.

Il patrimonio conteso tra immobili e beni di valore

La vicenda appare ancora più complessa considerando la composizione del patrimonio lasciato dalla coppia.

Oltre alle ville e agli immobili, fanno parte dell’asse ereditario:

  • liquidità depositata su diversi conti correnti;
  • cassette di sicurezza;
  • gioielli di famiglia, comprese le celebri perle appartenute a Diana De Feo;
  • opere d’arte e oggetti di pregio.

Secondo Simona Fede, il valore complessivo dei beni sarebbe stato progressivamente ridotto attraverso una gestione che avrebbe favorito la sorella minore.

Il patrimonio di Emilio Fede e le dichiarazioni sulla sua situazione economica

La disputa ha attirato particolare attenzione anche perché negli ultimi anni Emilio Fede aveva più volte raccontato una situazione economica molto diversa da quella vissuta durante il periodo di maggiore successo televisivo.

Storico direttore del TG4, oltre che di TG1, Studio Aperto e Videonews, per molti anni il giornalista avrebbe percepito uno stipendio di circa 20 mila euro al mese durante l’esperienza in Mediaset.

Successivamente aveva però dichiarato, nel corso di un’intervista radiofonica, di vivere con una pensione di circa 9.870 euro mensili e di non possedere più il patrimonio immobiliare di un tempo, anche a causa delle vicende giudiziarie che lo avevano coinvolto.

Alla sua morte risultavano infatti direttamente intestati soltanto un terreno di circa 29 mila metri quadrati a San Piero Patti, in provincia di Messina, mentre per altri immobili – tra cui un appartamento a Milano e proprietà ad Anacapri – deteneva esclusivamente l’usufrutto.

Una vicenda ancora lontana dalla conclusione

La decisione che il gip dovrà assumere il 7 dicembre rappresenterà un passaggio importante per stabilire se la vicenda rimarrà confinata nell’ambito civile oppure se vi saranno ulteriori sviluppi anche sul fronte penale.

Nel frattempo resta aperta una delle più complesse controversie ereditarie degli ultimi anni, che coinvolge immobili di grande valore, denaro, beni preziosi e una frattura familiare che, almeno per il momento, appare insanabile.