La proposta di dedicare una via, una piazza o un altro spazio pubblico di Torino a Oriana Fallaci raccoglie un nuovo sostegno politico. All’iniziativa arriva infatti anche l’appoggio dei vertici nazionali del Partito Radicale: il segretario Maurizio Turco e la tesoriera Irene. L’idea era stata avanzata da Pier Franco Quaglieni, presidente del Centro Pannunzio, in vista del ventesimo anniversario della morte della giornalista e scrittrice fiorentina, che ricorrerà il 15 settembre 2026.
Quaglieni aveva invitato l’Amministrazione comunale a riconoscere il ruolo avuto dalla giornalista nella storia culturale italiana del Novecento. Alla proposta aveva poi aderito Garcea, manifestando la volontà di portare la questione in Consiglio comunale e di avviare l’iter necessario per inserire il nome di Oriana Fallaci nella toponomastica torinese.
L’iniziativa non ha ancora concluso il proprio percorso istituzionale. Spetterà infatti al Comune valutare la proposta, individuare eventualmente uno spazio adeguato e seguire le procedure previste per le intitolazioni. Nel frattempo, però, il dibattito si allarga e registra l’intervento del Partito Radicale.
“Nel ventennale della scomparsa di Oriana Fallaci esprimiamo il nostro pieno sostegno alla proposta di intitolare una via o una piazza di Torino alla nota giornalista e scrittrice”, dichiarano Turco e Testa.
I due esponenti radicali definiscono Fallaci una figura centrale del giornalismo italiano del Novecento, capace di incarnare, attraverso il proprio lavoro e le proprie prese di posizione, i valori della libertà, della democrazia e dell’indipendenza di pensiero.
“È stata una voce libera e coraggiosa che ha rappresentato, con rigore intellettuale e straordinaria determinazione, i valori fondamentali della democrazia e della libertà”, sottolineano.
Secondo Turco e Testa, la vicenda umana e professionale di Fallaci costituisce un patrimonio che merita di essere riconosciuto e trasmesso. Ricordarla oggi, sostengono, significa riaffermare il valore dell’anticonformismo, della ricerca intransigente della verità e della libertà di pensiero.
Principi che hanno attraversato l’intera carriera della giornalista: dalle corrispondenze dai principali teatri di guerra alle interviste con i protagonisti della politica internazionale, fino ai libri che ne hanno fatto una delle autrici italiane più conosciute al mondo.
Il sostegno del Partito Radicale assume anche un significato storico. Fallaci ebbe infatti rapporti con l’area radicale e condivise diverse battaglie civili, soprattutto sui diritti delle donne, sulla libertà individuale e sulla difesa della democrazia. Nel 1976 dichiarò il proprio sostegno alle liste del Partito Radicale, pur mantenendo sempre quell’autonomia di giudizio che caratterizzò tutta la sua vita pubblica.
“Esprimiamo il nostro convinto appoggio all’iniziativa promossa dal Centro Pannunzio”, affermano Turco e Testa, riconoscendo anche il ruolo istituzionale assunto da Domenico Garcea nel raccogliere e rilanciare la proposta.
“Torino ha l’opportunità di rendere omaggio a una donna che ha parlato al mondo con una voce unica, autentica e controcorrente, lasciando un’impronta indelebile nella storia del nostro Paese”.
Il nome di Oriana Fallaci continua ancora oggi a suscitare discussioni. Alla giornalista inviata di guerra, all’intervistatrice capace di confrontarsi con i grandi protagonisti della storia e alla scrittrice tradotta in tutto il mondo si affianca la polemista degli ultimi anni, le cui posizioni sull’Islam, sull’immigrazione e sull’Occidente provocarono profonde divisioni.
Proprio questa complessità rende il confronto sulla sua eredità ancora aperto. Intitolare uno spazio pubblico a Fallaci non significherebbe necessariamente condividere ogni sua parola o ogni posizione assunta nel corso della vita, ma riconoscere il ruolo di una protagonista del giornalismo e della cultura italiana.
Una donna che attraversò guerre, rivoluzioni e conflitti politici senza rinunciare alla propria indipendenza, anche quando le sue idee risultavano scomode o impopolari.
Dopo l’iniziativa del Centro Pannunzio, il coinvolgimento di Garcea e il sostegno annunciato dal Partito Radicale, la decisione passa ora alle istituzioni torinesi. Sarà il Comune a stabilire se e in quale luogo la città potrà ricordare Oriana Fallaci.
Non per trasformarla in un’icona priva di contraddizioni, ma per consegnare alla memoria pubblica la storia di una giornalista che fece della libertà di parola e del coraggio di andare controcorrente la cifra più riconoscibile della propria vita.
