A distanza di tempo dal Jova Beach Party 2022, emergono sviluppi giudiziari legati all’evento che si è svolto sul lungomare di Ponente a Barletta. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, per allestire il palco e le strutture necessarie sarebbero stati modificati circa 16mila metri quadrati di arenile, un’area soggetta a vincolo paesaggistico.
Le operazioni avrebbero comportato la compromissione del sistema dunale, con la rimozione della vegetazione spontanea e una conseguente alterazione degli habitat naturali, inclusi quelli di specie protette.
L’inchiesta della Procura di Trani
L’indagine è coordinata dalla Procura di Trani e nasce anche da segnalazioni presentate da associazioni ambientaliste, tra cui Legambiente. Gli accertamenti sono stati affidati ai carabinieri forestali.
I reati ipotizzati, a vario titolo, includono:
- inquinamento ambientale colposo
- abusivismo edilizio in area sottoposta a tutela
- falso ideologico
Secondo l’accusa, l’area sarebbe stata trasformata senza le necessarie autorizzazioni paesaggistiche, sulla base della presunta temporaneità delle strutture.
Chi sono gli indagati
Tre le persone finite nel registro degli indagati:
- Francesco Lomoro, dirigente comunale dei Lavori pubblici
- Michele Cianci, all’epoca amministratore della società partecipata BarSa
- Mario Luigi Dicandia, progettista incaricato per l’evento
In particolare, Lomoro avrebbe firmato gli atti per l’affidamento dei lavori senza richiedere un permesso edilizio, ritenendo che le opere fossero temporanee e quindi non soggette a vincoli paesaggistici.
Nei giorni scorsi, il procuratore ha notificato agli indagati l’invito a comparire per essere interrogati.
Le proteste degli ambientalisti
Fin dall’annuncio dell’evento, diverse associazioni avevano espresso forti perplessità sulla scelta della location. Le dune costiere rappresentano infatti ecosistemi fragili, fondamentali per la biodiversità e la protezione del litorale.
Le denunce presentate hanno avuto un ruolo determinante nell’avvio dell’indagine, portando a verifiche approfondite sugli interventi effettuati prima e dopo il concerto.
Il cambio di rotta per il tour 2026
Alla luce delle polemiche e delle vicende giudiziarie, Jovanotti ha annunciato un’importante svolta per il suo prossimo tour, previsto nell’estate 2026 e intitolato “Jova Summer Party – L’Arca di Loré”.
Per la prima volta, gli eventi non si terranno sulle spiagge. L’artista ha scelto di spostarsi in aree già urbanizzate o trasformate dall’uomo, come:
- ippodromi
- arene
- zone industriali dismesse
L’obiettivo dichiarato è ridurre l’impatto sugli ecosistemi costieri.
Il ritorno a Barletta e le nuove polemiche
Nonostante l’inchiesta in corso, Barletta resta tra le tappe del tour: il concerto è previsto per il 17 agosto 2026, ma si svolgerà nella Music Arena e non più sulla spiaggia.
Tuttavia, il cambio di location non ha spento le critiche. Alcune associazioni animaliste, tra cui Italian Horse Protection, hanno sollevato dubbi sull’utilizzo degli ippodromi, temendo possibili effetti negativi sul benessere dei cavalli ospitati nelle strutture.
Un dibattito ancora aperto
La vicenda continua ad alimentare il confronto tra esigenze di spettacolo e tutela ambientale. Da un lato eventi musicali di grande richiamo, dall’altro la necessità di preservare ecosistemi delicati.
Le decisioni future, sia sul piano giudiziario che organizzativo, potrebbero rappresentare un precedente importante per la gestione di grandi eventi in contesti naturali protetti.
