Taranto: visite pagate “in nero” per saltare il CUP, licenziato medico

L’inchiesta dei NAS svela un sistema parallelo illegale: 52mila euro di profitti illeciti e liste d’attesa raggirate.

Taranto visite CUP

L’equità del sistema sanitario pugliese riceve un duro colpo, ma la risposta delle istituzioni non si è fatta attendere. A Taranto, un’articolata indagine condotta dai Carabinieri del NAS ha portato alla luce un meccanismo illecito orchestrato da un dirigente medico, capace di gestire un flusso di pazienti totalmente estraneo alle regole del Servizio Sanitario Nazionale.

Il “CUP parallelo”: come funzionava il sistema

Secondo quanto ricostruito dai militari, il medico aveva istituito una via preferenziale e ufficiosa per l’erogazione di prestazioni specialistiche e ricoveri. Mentre migliaia di cittadini attendevano il proprio turno attraverso il Centro Unico di Prenotazione (CUP), un gruppo di pazienti riusciva a scavalcare le liste d’attesa senza la necessaria impegnativa medica né la prenotazione formale.

Questo sistema non solo violava i regolamenti aziendali, ma garantiva al professionista un guadagno diretto. I compensi delle visite venivano infatti incassati “brevi manu”, sottraendo fondi preziosi alle casse pubbliche.

Le prove: l’incrocio tra database e registri cartacei

L’attività ispettiva è stata meticolosa. Gli inquirenti hanno operato un confronto sistematico tra i database informatici della ASL e i registri cartacei dei reparti. Questa analisi ha evidenziato profonde discrepanze e la “sistematica omissione” della documentazione sanitaria obbligatoria, una strategia utilizzata per far perdere le tracce delle prestazioni effettuate fuori norma.

Un danno economico e sociale

Il bilancio dell’operazione parla di un profitto illecito stimato in almeno 52.000 euro. Oltre all’incasso delle visite, al medico viene contestata la percezione indebita dell’indennità di esclusività, un bonus contrattuale previsto per chi lavora unicamente per la struttura pubblica.

Il danno, tuttavia, non è stato solo economico. Gli inquirenti sottolineano la gravità del “doppio binario”:

  1. Danno ai cittadini: chi rispettava le regole si vedeva superato da chi pagava il medico privatamente.

  2. Danno all’erario: le risorse venivano distratte dal circuito pubblico per scopi personali.

Il provvedimento: licenziamento immediato

Di fronte alla solidità del quadro accusatorio, l’Ufficio Procedimenti Disciplinari della ASL ha agito con fermezza. Per il dirigente medico è scattato il licenziamento disciplinare con preavviso.

L’operazione di Taranto ribadisce la linea della tolleranza zero contro i fenomeni di corruzione che minano il diritto alla salute. La collaborazione tra l’Arma dei Carabinieri e le autorità sanitarie proseguirà per garantire che l’accesso alle cure rimanga trasparente, equo e basato esclusivamente sul bisogno clinico e non sulla disponibilità economica.