Licata, crolla palazzina di tre piani: paura e ricerche tra le macerie

Il cedimento in via Soldato d'Andrea nella serata di domenica. Dopo ore di scavi e l'intervento delle unità cinofile, è stata esclusa la presenza di vittime.

Licata palazzina crollo

Il silenzio della serata di domenica 29 marzo è stato squarciato da un forte boato in via Soldato d’Andrea, a Licata. Una palazzina di tre piani, già nota alle autorità e dichiarata pericolante, è improvvisamente collassata su se stessa, riducendosi a un cumulo di detriti e calcinacci. Lo stabile, ufficialmente disabitato proprio a causa delle precarie condizioni strutturali, era tuttavia utilizzato sporadicamente come rifugio di fortuna da persone senza fissa dimora e immigrati irregolari.

Il giallo dei dispersi e l’allarme al 112

L’allerta è scattata immediatamente dopo una chiamata d’emergenza effettuata da un cittadino extracomunitario. Secondo quanto riferito inizialmente dal sindaco di Licata, Angelo Balsamo, l’uomo aveva segnalato la presenza di tre persone all’interno dell’edificio al momento del cedimento: due sarebbero riuscite a fuggire in tempo, mentre del terzo compagno si erano perse le tracce.

Questa testimonianza ha fatto scattare un imponente protocollo di soccorso, temendo che qualcuno fosse rimasto intrappolato sotto tonnellate di cemento.

Ricerche senza sosta: in campo le unità cinofile

Per l’intera notte, i Vigili del Fuoco hanno lavorato senza sosta tra le macerie di via Soldato d’Andrea. Le operazioni di scavo sono state supportate dalle unità cinofile, fondamentali per individuare eventuali segni di vita nel perimetro del crollo. La situazione è rimasta incerta per ore, anche a causa dell’iniziale irreperibilità del testimone che aveva lanciato l’allarme, non trovato sul posto dalle forze dell’ordine al loro arrivo.

L’epilogo all’alba: nessun coinvolto

Il sospiro di sollievo è arrivato solo alle prime luci dell’alba di lunedì. La Polizia è riuscita a rintracciare l’uomo che aveva effettuato la segnalazione, il quale ha chiarito la dinamica dei fatti: preso dal panico durante il crollo, aveva solo ipotizzato che all’interno potesse esserci un’altra persona, senza averne però la certezza.

Dopo aver completato lo sgombero dei detriti più pesanti e aver ricevuto conferma dal testimone, le autorità hanno dichiarato conclusa l’emergenza: il bilancio finale è di zero feriti, una conclusione fortunata per un evento che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.

Immobili e sicurezza

Molti edifici pericolanti appartengono a privati. Per legge, la responsabilità della messa in sicurezza spetta al proprietario. Il Comune può emettere ordinanze, ma se il proprietario è irreperibile, fallito o semplicemente inadempiente, l’ente pubblico deve intervenire “in danno” (pagando di tasca propria per poi rivalersi), cosa che spesso i bilanci comunali non permettono.

Vigilare h24 su ogni rudere o cantiere abbandonato è una sfida logistica enorme per polizie locali spesso sottorganico. Senza sistemi di videosorveglianza o recinzioni antisfondamento, questi luoghi diventano inevitabilmente rifugi per chi vive ai margini.