Un episodio inquietante ha riacceso l’attenzione sul caso di Pamela Genini, la 29enne uccisa lo scorso ottobre a Milano. Durante le operazioni di trasferimento del feretro nel cimitero di Strozza, in provincia di Bergamo, gli addetti hanno notato anomalie evidenti nella bara.
Le viti risultavano manomesse e lungo i bordi era presente del silicone sospetto. Una volta aperta la cassa, la scoperta più sconvolgente: il corpo della giovane era privo della testa.
Il cadavere ora sotto sequestro
Dopo il ritrovamento, i resti della vittima sono stati immediatamente posti sotto sequestro dall’autorità giudiziaria. La Procura di Bergamo ha aperto un fascicolo per fare luce sull’accaduto.
Le ipotesi di reato includono il vilipendio di cadavere e il furto di parte del corpo, fattispecie disciplinata dall’articolo 411 del codice penale. Le pene previste vanno da due a sette anni di reclusione, con aggravanti se il fatto avviene all’interno di un cimitero.
Le indagini sono affidate ai carabinieri della compagnia di Zogno e al comando provinciale di Bergamo.
Un delitto già segnato da estrema violenza
La vicenda si inserisce in un contesto già drammatico. Pamela Genini era stata uccisa il 14 ottobre 2025 dal suo ex compagno, un uomo di 52 anni con precedenti.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo si era introdotto nell’abitazione della giovane utilizzando un duplicato delle chiavi. Dopo una violenta lite, l’aveva colpita con oltre 30 coltellate.
L’aggressione si era consumata tra l’ingresso e il balcone dell’appartamento, sotto gli occhi dei vicini che avevano tentato invano di intervenire.
Le accuse nei confronti dell’ex compagno
Dopo il delitto, l’uomo aveva simulato un tentativo di suicidio, ma era stato rapidamente fermato e arrestato. Le accuse a suo carico sono particolarmente gravi: omicidio aggravato da premeditazione, crudeltà, futili motivi e dal legame affettivo con la vittima, oltre allo stalking.
Il caso aveva già suscitato forte indignazione per la brutalità dell’omicidio. Ora, con la profanazione del cadavere, si aggiunge un ulteriore elemento di sconcerto.
Un caso che continua a sconvolgere
La nuova scoperta rappresenta un ulteriore colpo per i familiari della giovane, che stavano cercando di darle una sepoltura definitiva nella cappella di famiglia.
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire tempi e modalità della profanazione, oltre a individuare eventuali responsabili e moventi. Non si esclude alcuna pista.
Il caso resta aperto e continua a suscitare forte attenzione, sia per la violenza del delitto originario sia per l’inaspettato e macabro sviluppo successivo.
