La distribuzione in India di The Voice of Hind Rajab, film candidato agli Oscar e incentrato su una tragica vicenda avvenuta a Gaza, è stata bloccata dal Central Board of Film Certification (CBFC). L’ente di censura avrebbe giudicato la pellicola “troppo delicata” per il pubblico indiano, impedendone di fatto l’uscita nelle sale.
A rendere nota la decisione è stato il distributore Manoj Nandwana, a capo della Jai Viratra Entertainment di Mumbai, che aveva programmato l’uscita del film a ridosso della cerimonia degli Academy Awards.
La storia vera raccontata nel film
Diretto dalla regista tunisina Kaouther Ben Hania, il film ricostruisce la vicenda di Hind Rajab, una bambina palestinese di cinque anni rimasta intrappolata in un’auto sotto attacco durante i bombardamenti a Gaza City nel gennaio 2024.
Il racconto si basa anche su registrazioni audio reali della drammatica telefonata tra la bambina e i soccorritori, successivamente interpretate da attori. La piccola e i suoi familiari furono poi ritrovati senza vita, trasformando la sua storia in uno dei simboli più dolorosi del conflitto.
Le motivazioni dietro il blocco
Secondo quanto riferito dal distributore, le autorità indiane avrebbero espresso preoccupazioni di natura diplomatica. In particolare, la diffusione del film potrebbe, a loro avviso, compromettere i rapporti tra India e Israele.
Nandwana ha contestato questa posizione, sottolineando come le relazioni tra i due Paesi siano solide e difficilmente influenzabili da un’opera cinematografica. Nonostante ciò, il CBFC non ha concesso il via libera alla distribuzione.
Il contesto politico tra India e Israele
Negli ultimi anni, l’India ha rafforzato in modo significativo i rapporti con Israele. Sotto la guida del primo ministro Narendra Modi, il Paese ha espresso apertamente il proprio sostegno dopo gli attacchi del 7 ottobre.
La cooperazione tra i due Stati si è consolidata anche attraverso accordi bilaterali e visite ufficiali, come quella compiuta da Modi in Israele nel febbraio scorso. Questo contesto politico contribuisce a spiegare la cautela delle autorità indiane nei confronti di contenuti ritenuti sensibili.
Un film premiato ma controverso
Nonostante le difficoltà nella distribuzione, The Voice of Hind Rajab ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali. Alla Mostra del Cinema di Venezia è stato accolto con oltre venti minuti di applausi e ha ottenuto il Leone d’Argento.
Il film è stato inoltre candidato all’Oscar come miglior film internazionale, pur senza riuscire a vincere. Negli Stati Uniti è stato distribuito da Willa, dopo che altri distributori avevano inizialmente rifiutato il progetto.
I precedenti della censura cinematografica in India
Il caso non è isolato. Il CBFC ha già in passato bloccato o limitato la diffusione di opere considerate politicamente sensibili.
Tra queste figura Santosh, ritirato dalle sale prima dell’uscita prevista nel 2025 a causa di temi legati a misoginia, islamofobia e violenza nelle forze di polizia. Anche la successiva distribuzione in streaming è stata fermata.
Una distribuzione globale a ostacoli
Nonostante il blocco in India, il film è stato distribuito in diversi Paesi, tra cui Stati Uniti e Regno Unito, entrambi legati diplomaticamente a Israele.
Proprio per questo, il distributore indiano ha espresso sorpresa per la decisione del CBFC, ritenuta eccessivamente restrittiva rispetto al contesto internazionale.
