Momenti di grande paura nella serata di ieri a Pieve di Soligo, dove una rapina in abitazione si è trasformata in un’aggressione particolarmente violenta. Intorno alle 21, in via Pederiva, nella zona del Padean, un gruppo composto da almeno tre persone ha preso di mira la casa del dentista Alessandro Bubola, professionista 59enne molto conosciuto in città.
I malviventi, con il volto coperto e armati – almeno uno di loro con una pistola e altri con coltelli – sono riusciti a farsi aprire la porta con uno stratagemma. Una volta entrati, hanno minacciato il proprietario costringendolo a consegnare denaro e preziosi custoditi in casa.
L’aggressione davanti alla famiglia
Durante l’assalto è scoppiata una violenta colluttazione tra Bubola e uno dei rapinatori. Il dentista ha riportato diverse ferite, tra cui lesioni al volto e alla testa e la frattura del naso.
L’uomo è arrivato successivamente all’ospedale di Conegliano, dove i medici gli hanno prestato le cure del caso. Alla scena hanno assistito anche la moglie e due dei figli, di 17 e 19 anni, che si trovavano nell’abitazione al momento dell’irruzione.
Sotto la minaccia delle armi, la famiglia è stata costretta a consegnare il denaro contante e alcuni oggetti in oro. Il valore complessivo della refurtiva è stato stimato in circa 15mila euro.
Le indagini e il fermo nella notte
Le indagini sono partite immediatamente dopo l’allarme. I carabinieri della Compagnia di Vittorio Veneto, insieme ai militari della stazione di Pieve di Soligo, hanno avviato una serie di controlli sul territorio.
Intorno alle 3.30 della notte, in via San Giacomo a Follina, i militari hanno individuato e fermato un giovane di 20 anni, già noto alle forze dell’ordine, mentre si trovava alla guida di un’auto.
Durante la perquisizione sono stati trovati circa 14mila euro in contanti, nascosti nei pantaloni, e un coltello da cucina del quale il giovane non ha saputo giustificare il possesso. Il ragazzo presentava inoltre alcune tumefazioni al volto compatibili con la colluttazione descritta dalla vittima.
Alla luce degli elementi raccolti, il 20enne è stato arrestato con l’accusa di rapina aggravata in concorso con altri complici ancora da identificare ed è stato trasferito nel carcere di Santa Bona, in attesa dell’udienza di convalida.
Il racconto della famiglia
In mattinata è rientrato a casa anche il terzo figlio del dentista, Ettore Bubola, che non si trovava nell’abitazione al momento della rapina. Parlando con i giornalisti ha spiegato che i familiari sono sotto shock dopo quanto accaduto.
«Stanno bene ma sono molto traumatizzati. Hanno visto un coltello alla gola, è stata una situazione terribile», ha raccontato. Il giovane ha aggiunto di essere rientrato il prima possibile appena appresa la notizia, sottolineando quanto sia stato sconvolgente pensare che un episodio del genere possa verificarsi in una serata qualsiasi.
La vicinanza del sindaco alla famiglia
Sull’accaduto è intervenuto anche il sindaco di Pieve di Soligo, Stefano Soldan, che ha espresso la solidarietà dell’amministrazione comunale alla famiglia Bubola.
Il primo cittadino ha parlato di un episodio che colpisce profondamente una comunità solitamente tranquilla e ha sottolineato il lavoro delle forze dell’ordine, impegnate per chiarire rapidamente la dinamica e individuare eventuali complici.
Soldan ha inoltre fatto sapere di aver contattato la famiglia e di volerli incontrare personalmente per esprimere la vicinanza dell’intera comunità dopo una notte che ha scosso il paese.
