Ieri sera, nella quarta serata di duetti al Festival di Sanremo, abbiamo visto diverse performance molto belle e interessanti. È stato particolarmente apprezzato lo sforzo di realizzare un rifacimento che non fosse solo una canzone, ma anche un tocco di eleganza, una coreografia, un’idea o dei dettagli che riprendevano il varietà classico.
Fulminacci e la Fagnani, Parole Parole, hanno funzionato moltissimo in questo senso, essendo molto fedeli all’idea originale del pezzo e del varietà.
Dito Nella Piaga con Tony Pitoni, The Lady is a tramp, hanno sbancato proprio la serata grazie alla meravigliosa coreografia che ha riportato l’orchestra al centro e ha saputo riempire la scena.
Arisa ha interpretato la Mannoia, Quello che le donne non dicono, un brano iconico della musica italiana con l’utilizzo del coro del Teatro Regio di Parma, mantenendo elementi di tradizione ed emozione, sostenuta da una voce impeccabile.
Queste operazioni hanno vinto. Anche il rock di “Occhi di gatto” di Bambole di Pezza con Cristina D’Avena, ha cercato quella nostalgia delle generazioni adulte con verve.
L’arrivo di Gianni Morandi a cantare Vita con il figlio Tredici Pietro ha permesso di realizzare una compiutezza tipica di Sanremo che unisce passato e presente già vista anni fa con Jovanotti e Gianni.
Mi dispiace per Tommaso Paradiso, che non ha spiccato il volo. Ho trovato un po’ stucchevole l’operazione di Dargen D’Amico, con l’intervento del Papa che mi sembra un po’ fuori luogo. Pupo brilla di luce propria.
L’inizio è stato esplosivo con un medley di Laura Pausini, e qui a Laura avrà fatto piacere l’intervento di Gianluca Grignani, la battuta dopo la bagarre recente che li ha visti nemici, Grignani porta sempre un pizzico di follia. Elettra Lamborghini fa un esercizio molto riuscito, riportandoci agli anni 90.
I conduttori sono sembrati più sciolti, Alessandro Siani però fa poco più che se stesso.
La serata dei duetti avrebbe bisogno di un’idea più forte, magari focalizzandosi solo sugli italiani o sul Festival di Sanremo, per acquisire più valore.
Così, in certi momenti risente di essere un po’ un mix di sapori che alla fine può risultare insipido.
