Livorno, commercialista ucciso in studio: fermato 47enne al porto

L’aggressione in via Grande nel pomeriggio: la vittima è Francesco Lassi, 56 anni. Il sospettato, Luigi Amirante, bloccato dopo la fuga verso l’area portuale.

Livorno omicidio commercialista

Un uomo di 56 anni è stato ucciso nel pomeriggio all’interno di un palazzo in via Grande, nel pieno centro di Livorno. La vittima è Francesco Lassi, commercialista originario di Pistoia, colpito con almeno due fendenti mentre si trovava nel suo ufficio, una stanza all’interno di uno studio professionale.

L’allarme è scattato intorno alle 16.30, quando alcune persone presenti nello studio – ma non nella stanza dove si è consumata l’aggressione – hanno dato l’allerta ai soccorsi dopo aver notato il caos e aver scoperto il corpo dell’uomo in una pozza di sangue.

I soccorsi e i rilievi

Sul posto sono intervenute le ambulanze del 118 insieme agli agenti della squadra mobile della questura, alla polizia scientifica e alla polizia locale. I sanitari non hanno potuto far altro che constatare il decesso.

Secondo i primi riscontri medico-legali, Lassi sarebbe stato colpito all’addome e al costato. Gli investigatori hanno immediatamente avviato i rilievi tecnici all’interno dei locali e acquisito le prime testimonianze per ricostruire con precisione la dinamica dell’omicidio.

La fuga e il fermo al porto

Decisivo, per le indagini, il contributo di alcuni testimoni. Diverse persone hanno riferito di aver visto un uomo con il cappuccio calato sulla testa uscire di corsa dal palazzo e dirigersi verso la zona portuale. Una donna ha raccontato di aver notato piume fuoriuscire dal giubbotto dell’uomo durante la fuga, mentre un residente ha spiegato di averlo incrociato nell’androne senza riuscire a distinguerne bene il volto, coperto anche da occhiali da sole.

Un altro testimone è riuscito a fornire agli agenti la targa dell’auto – una Toyota Yaris grigia – con cui il sospettato si sarebbe allontanato. Poco meno di due ore dopo, l’uomo è stato intercettato e fermato in via Mastacchi, nella zona del porto.

Si tratta di Luigi Amirante, 47 anni, originario di Napoli, con precedenti per reati legati alla droga e presunti collegamenti con ambienti camorristici. In passato sarebbe stato anche collaboratore di giustizia.

L’ipotesi della lite per gioielli

Secondo una prima ricostruzione investigativa, all’origine dell’aggressione ci sarebbe stata una trattativa per la compravendita di gioielli degenerata in una violenta lite. Lassi non era il titolare dello studio dove è avvenuto il delitto, ma disponeva di un proprio locale all’interno della struttura. Alla moglie aveva riferito di avere un appuntamento di lavoro in città.

Interrogato dal sostituto procuratore Niccolò Volpe, Amirante avrebbe ammesso solo in parte le proprie responsabilità, sostenendo di aver reagito per difendersi. Una versione ora al vaglio degli inquirenti, che stanno verificando la compatibilità del racconto con gli elementi raccolti sulla scena del crimine.

Le indagini proseguono con l’analisi delle immagini di videosorveglianza della zona e con ulteriori accertamenti tecnici e testimoniali.

Il ricordo e il passato politico

La notizia ha suscitato profonda commozione a Pistoia, città d’origine della vittima. Nel 2022 Lassi si era candidato al Consiglio comunale nella lista del Movimento 5 Stelle. Tra i primi a ricordarlo è stato l’amico Nicola Maglione, capolista del partito in quella tornata elettorale, che ha espresso sgomento e dolore per la perdita.

Francesco Lassi lascia la moglie e due figlie. Intanto gli investigatori continuano a lavorare per chiarire ogni dettaglio di una vicenda che ha scosso il centro cittadino nel cuore del pomeriggio.