Sanremo prima serata. Poche emozioni

Tra revival, nostalgia e brani orecchiabili ma poco memorabili, la prima serata convince a metà: qualche sorpresa, pochi veri capolavori.

Sanremo apertura

Debutto al Teatro Ariston dell’attesissimo Sanremo. Si comincia, è il giorno della verità. Troppe canzoni. Tutto abbastanza monotono.
Tra giornalisti in sala stampa le canzoni sono appaiono nell’insieme facili e orecchiabili.
Trenta pezzi passabili, senza lode, pochi capolavori.

Le prime impressioni: tra professionisti e sorprese

La Pausini è impacciata, un po’ sottotono.
Conti molto esecutivo, veloce, una essenza sanremese impersonata da una centenaria signora ligure, siamo proprio in un’epoca di revival e di nostalgia.
Levante è meravigliosa e convince.
Arisa: brava, professionale. La regina del palco, potrebbe andare lontano. Non deludono Patty Pravo e Raf, Malika perfetta e dance. Serena Brancale la voce che può aspirare al podio. Fulminacci è una grande sorpresa.
Renga sempre che gioca con la sua estensione vocale, un po’ superata come composizione.

Energia e ritorni

Apre la serata una scossa di DitoNellaPiaga: ballerine e flash di luci che esplode sul palco. Elettronica hit, molto nel suo stile, poteva anche farla più incisiva.
Sempre tra le pretendenti al podio Mara Sattei: la sua canzone d’amore, molto ben orchestrata, ha sorpreso. Può salire in classifica. Bambole di pezza sono una rivelazione.
Grande ritorno per Michele Bravi: un perfetto gusto sanremese, molto profondo.

Tra alti e bassi

Nayt anche niente male, canta bene, song americana molto soft e cantabile.
Il Morandi o Tredici Pietro invece… Urla, emoziona… Ma non canta, strilla, si riprende un poco nella seconda parte.
Sal Da Vinci non è convinto e ha qualche problemino tecnico. Eddie Brock stona e ricorda troppo Olly.
Dargen: non sorprende, un disco per l’estate.
Sal Da Vinci in quota balera.
Il solito gioco per Ermal che parla di guerra, per LDA e Gassman che fanno bene un compitino.
Enrico Nigiotti: un bel cantautore che a me ricorda Lucio Corsi. Solo simpatico.
Fulminacci in cravatta è molto elegante. Bella canzone, leggera, d’amore…
Sayf propone una critica al nostro bel paese tra tasse e politica, ci mette il suo amore. Fedez e Masini, a loro non crederemo mai ma in effetti ci mettono tanto impegno, si sente e si percepisce, Fedez leggermente calante. Masini poteva venire da solo.