Sono almeno 47 le persone rimaste uccise e almeno 115 i feriti, molti dei quali in condizioni critiche, a causa dell’incendio scoppiato nella notte di Capodanno all’interno di un locale della stazione sciistica di Crans-Montana, nel Canton Vallese. Il rogo è divampato intorno all’1.30 del mattino nel seminterrato del Le Constellation Bar and Lounge, dove era in corso una festa con oltre cento giovani presenti.
Le prime ricostruzioni e le ipotesi sulle cause
Secondo le prime testimonianze raccolte dagli inquirenti, le fiamme potrebbero essersi originate da candeline accese su bottiglie di champagne, una pratica diffusa nei locali notturni. Una delle candeline avrebbe incendiato il controsoffitto in legno, provocando in pochi secondi una propagazione rapidissima del fuoco e, secondo le autorità, anche una possibile esplosione all’interno del locale. La procura cantonale ha escluso fin da subito l’ipotesi di un attentato terroristico.
Il bilancio delle vittime e l’attesa per le identificazioni
Tra le vittime ci sarebbe anche Emanuele Galeppini, golfista italiano di 17 anni, la notizia è stata diffusa dalla Federazione italiana di golf, ma l’identificazione ufficiale è ancora in attesa delle analisi del DNA, rese necessarie dalle gravi ustioni riportate dai corpi. «Le condizioni delle vittime sono tali che potrebbero essere necessari giorni o settimane per il riconoscimento», ha spiegato l’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado.
Italiani coinvolti: dispersi, feriti e ricoverati
Il bilancio per l’Italia resta incerto. Secondo l’ambasciata a Berna, cinque cittadini italiani risultano feriti, mentre 19 sono al momento dispersi. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha precisato che le segnalazioni derivano dalle richieste di informazioni giunte alla Farnesina da parte dei familiari e non implicano automaticamente un coinvolgimento diretto di tutte le persone segnalate.
Il trasferimento dei feriti e il ruolo del Niguarda
Le autorità sanitarie italiane si sono attivate immediatamente. All’Ospedale Niguarda di Milano, sede di uno dei più importanti Centri Grandi Ustioni d’Europa, è stato attivato il piano per le maxi-emergenze. Un primo ferito italiano è stato trasferito in elicottero giovedì sera; altri due giovani, intubati e con ustioni sul 30–40% del corpo, saranno ricoverati nelle prossime ore. Altri due cittadini italiani si trovano invece in condizioni critiche negli ospedali di Zurigo e Berna e non sono al momento trasportabili.
I soccorsi e il supporto italiano
«Stiamo effettuando un censimento completo dei connazionali ricoverati in Svizzera per valutare chi possa essere trasferito in Italia», ha dichiarato l’assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso. Nella notte è decollato anche un elicottero della Protezione civile della Valle d’Aosta con personale medico a bordo, a supporto delle operazioni di soccorso.
Lutto nazionale e indagini in corso
Il presidente della Confederazione elvetica Guy Parmelin ha proclamato cinque giorni di lutto nazionale. Intanto, sull’area dell’incendio è stata istituita una no-fly zone e proseguono le indagini per chiarire con esattezza la dinamica della tragedia. Le squadre di soccorso restano al lavoro, mentre molte vittime non sono ancora state identificate.
Una località turistica segnata dalla tragedia
Crans-Montana, località turistica alpina a circa due ore da Berna, è nota per le sue piste da sci e per essere frequentata da celebrità internazionali. Oggi, però, il suo nome è legato a una delle più gravi tragedie avvenute in Svizzera negli ultimi decenni.
