Sydney Sweeney ha scelto una strategia di lancio poco convenzionale per presentare il suo nuovo progetto imprenditoriale: nel cuore della notte si è arrampicata sulla celebre scritta “Hollywood” per appendere una serie di reggiseni, trasformando uno dei simboli più iconici di Los Angeles in un set improvvisato. Il problema? L’operazione non era stata autorizzata.
L’attrice, 28 anni, nota soprattutto per Euphoria e The Housemaid, avrebbe agito senza i permessi necessari, aprendo la porta a conseguenze legali tutt’altro che leggere.
Quando il marketing diventa “guerriglia”
A differenza delle grandi produzioni ufficiali — come quella che ha visto Tom Cruise protagonista di un video autorizzato legato alle Olimpiadi di Los Angeles 2028 — l’iniziativa di Sweeney rientra nella categoria del marketing non convenzionale, al limite della provocazione.
Secondo un video diffuso da Tmz, l’attrice, vestita di nero, scala le gigantesche lettere bianche accompagnata da una troupe e da una sorta di stendibiancheria composto da reggiseni legati tra loro. Un’azione pensata per attirare attenzione, ma che ha immediatamente sollevato più di una sopracciglia.
Il nodo dei permessi (che non c’erano)
Sweeney aveva ottenuto un’autorizzazione da FilmLA per girare nei pressi dell’insegna. Ma questo non includeva né la possibilità di salirci sopra né tantomeno di utilizzarla a fini commerciali. Per quello sarebbe stato necessario un permesso specifico della Hollywood Chamber of Commerce, l’ente che detiene i diritti sull’immagine del landmark.
Permesso che, stando alle dichiarazioni ufficiali, non è mai stato richiesto.
La presa di posizione della Hollywood Chamber of Commerce
Steve Nissen, presidente e CEO dell’organizzazione, è stato chiaro: la produzione non era autorizzata e la Chamber non era stata informata dell’iniziativa. In un’intervista al Los Angeles Times, ha ribadito che qualsiasi uso commerciale dell’insegna richiede una licenza, senza eccezioni.
Tmz ha inoltre pubblicato il contenuto di una mail inviata alla casa di produzione coinvolta, Persuasion Pictures, in cui si sottolinea la violazione dei diritti di proprietà intellettuale e l’assenza di autorizzazioni per l’uso delle immagini.
Dalla rimozione dei reggiseni ai possibili capi d’accusa
I reggiseni sono stati rimossi poco dopo le riprese, ma alcuni sarebbero rimasti sul fianco della collina. Un dettaglio non irrilevante: oltre alla violazione di proprietà privata, l’attrice potrebbe dover rispondere anche di vandalismo.
Al momento il Dipartimento di Polizia di Los Angeles non ha ricevuto una denuncia formale, ma la situazione resta aperta e potenzialmente delicata sul piano penale.
Non è la prima volta che una campagna fa discutere
Per i fan più attenti, questa non è la prima controversia legata a una campagna pubblicitaria di Sydney Sweeney. Solo pochi mesi fa, l’attrice era stata criticata per la collaborazione con American Eagle e lo slogan “Sydney Sweeney Has Great Jeans”, interpretato da molti come un riferimento ambiguo ai “geni” e letto, sui social, come un messaggio problematico sul piano razziale.
Dopo una prima fase di silenzio, Sweeney aveva inizialmente difeso la propria posizione su GQ, per poi mostrarsi più aperta al dialogo in un’intervista a People, prendendo le distanze da letture ideologiche della campagna.
Stavolta, però, il silenzio continua
Sul caso dei reggiseni appesi a Hollywood, l’attrice non ha rilasciato dichiarazioni. In rete, intanto, i commenti si moltiplicano. E tra i consigli più ricorrenti ce n’è uno che ritorna con insistenza: meglio chiamare un buon avvocato.
