Un’ondata di accese discussioni sta travolgendo la città di Reggio Emilia e il celebre centro pedagogico Reggio Children. Al centro dello scontro c’è l’accoglienza di una delegazione internazionale composta da educatori e docenti di scuole ebraiche provenienti sia dagli Stati Uniti sia da Israele. La controversia è esplosa a seguito delle sollecitazioni inviate da esponenti politici, rappresentanti sindacali, attivisti e genitori, che chiedevano di annullare la visita per via dei presunti legami di alcune organizzazioni partner con le forze armate israeliane. Le tensioni sono poi culminate in un presidio di protesta all’esterno del Centro Malaguzzi proprio mentre all’interno si teneva un’assemblea partecipata da centinaia di rappresentanti scolastici e famiglie.
La «Carta per un’educazione democratica» e il giallo della firma
Durante l’incontro è emersa la discussione sulla “Carta per un’educazione democratica e partecipata”, un manifesto educativo basato sul ripudio della guerra e sulla tutela dei diritti dell’infanzia. Diversi partecipanti hanno sollecitato una ferma e chiara presa di posizione di condanna verso le politiche del governo Netanyahu e l’occupazione della Striscia di Gaza.
Nonostante la presidenza di Reggio Children abbia ribadito di non aver mai preteso la firma di alcun documento politico da parte degli ospiti, oltreoceano è montato il caso: la testata americana Jewish Insider ha diffuso uno screenshot attribuitogli come testo da sottoscrivere obbligatoriamente prima della visita. Secondo la direzione della struttura, si tratterebbe soltanto di un estratto estrapolato da dibattiti informali.
Gli americani rinunciano, confermati gli educatori israeliani
A seguito del clima d’incertezza e delle contestazioni, i 71 docenti ebrei americani hanno preferito rinunciare al viaggio e rinviare l’esperienza. Al contrario, la delegazione composta da 25 rappresentanti arrivati direttamente da Israele ha confermato la propria presenza ed è giunta in città per proseguire il programma previsto, che comprende incontri con pedagogisti, confronti professionali e visite nelle strutture scolastiche locali.
Reazioni politiche e l’intervento delle comunità
L’episodio ha scatenato reazioni particolarmente severe sul piano politico e sociale. Il presidente della Comunità Ebraica di Milano, Walker Meghnagi, ha espresso un duro giudizio sull’accaduto, arrivando ad accostare il clima venutosi a creare a metodi discriminatori d’altra epoca.
A queste accuse ha risposto il sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, respingendo con decisione qualsiasi addebito di antisemitismo rivolto alle istituzioni cittadine e ricordando i valori fondanti della comunità locale. Il primo cittadino si è detto pronto ad accogliere personalmente i docenti israeliani, sottolineando come la Carta di Reggio Children promuova unicamente principi universali di tutela dell’infanzia, senza chiedere ai partecipanti di rispondere per le azioni del proprio Stato d’origine.
