
Da una parte le terrazze esclusive con vista skyline dove un cocktail può arrivare a costare 15 euro, dall’altra i bar di quartiere che conservano un’anima popolare e prezzi accessibili. È in questo contrasto che nasce Poveritivo, un progetto digitale che racconta una Milano meno patinata, fatta di convivialità e aperitivi alla portata di tutti. Cosa ha scoperto il Corriere della Sera.
Poveritivo: l’idea nata in un baretto di zona
Tutto comincia a marzo, al Neo, un bar tabacchi in zona Primaticcio, punto di ritrovo per sei amici che vivono nelle vicinanze. Tra uno Spritz e una focaccia nasce l’intuizione: aprire una pagina social dedicata ai locali che offrono aperitivi economici, senza rinunciare alla qualità.
A quanto specifica il Corriere della Sera, il format è semplice: i ragazzi si presentano in incognito, riprendono l’aperitivo in video, condividono prezzi, voto personale e quantità di cibo offerta. In pochi mesi, la pagina conquista 44 mila follower su Instagram, con un seguito che cresce giorno dopo giorno.
Un pubblico inaspettato
Se all’inizio il gruppo pensava di intercettare principalmente studenti e ventenni, la sorpresa è arrivata presto: il pubblico più fedele ha tra i 40 e i 50 anni. Un dato che conferma come il desiderio di riscoprire una Milano più autentica non sia legato solo all’età, ma a uno stile di vita.
Alla ricerca dell’aperitivo giusto
Gli indirizzi raccolti da Poveritivo sono ormai tanti. Tra i più apprezzati:
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Vintage Café in via Sacco: un bar che resiste nella zona chic di De Angeli, dove il titolare riempie i tavoli di stuzzichini.
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Lord Byron in zona Tibaldi: luogo di prezzi contenuti e rapporti di amicizia con i gestori.
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C’era una volta, in zona Statale: un rifugio per studenti e residenti.
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Al Picchio, in via Melzo: record di convenienza, con Spritz a 3,50 euro, seppur senza cibo incluso.
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Il Rondò, tra Nolo e Rovereto: Spritz a 4 euro e buffet libero, perfetto per una cena improvvisata.
Non solo low cost: poveritivo, un progetto di comunità
Per Anita, una delle promotrici, l’obiettivo è chiaro: liberarsi dall’immagine di una Milano esclusivamente patinata e mostrare un tessuto urbano più variegato, dove convivono manager, studenti e pensionati.
«Quando sono arrivata nel 2021 – racconta – l’impatto con i prezzi è stato forte. Poi ho scoperto che esiste un lato accessibile della città, fatto di quartieri che sanno accogliere».
Una Milano accessibile è possibile
Poveritivo è molto più di una guida agli aperitivi economici: è la dimostrazione che anche in una metropoli considerata “cara e respingente” ci sono spazi di inclusione e convivialità. Una città che, al di là delle mode, può ancora essere vissuta senza stipendi da manager.