Doveva essere un semplice incontro di lavoro, uno di quelli che scandiscono la vita dell’industria musicale. Invece, secondo gli investigatori federali, si sarebbe trasformato in una scena di violenza e intimidazione.
Al centro della vicenda c’è il rapper Pooh Shiesty, accusato insieme ad altre otto persone di aver orchestrato una rapina e un sequestro di persona ai danni di tre professionisti del settore musicale a Dallas, in Texas.
Le vittime, i cui nomi non sono stati resi pubblici, si erano recate in città convinte di partecipare a una riunione legata a un contratto discografico. Non potevano immaginare cosa sarebbe successo una volta entrate nello studio.
La trappola nello studio di registrazione
Secondo la ricostruzione fornita dall’FBI, tutto sarebbe iniziato il 10 gennaio. L’incontro era stato organizzato proprio da Pooh Shiesty, nome d’arte di Lontrell Williams Jr., per discutere questioni contrattuali con la 1017 Records, etichetta fondata dal rapper Gucci Mane.
Una volta all’interno dello studio di registrazione, la situazione sarebbe degenerata rapidamente. I procuratori parlano di una vera e propria “operazione coordinata”: il rapper e i suoi complici, molti dei quali provenienti da Memphis, avrebbero fatto irruzione armati, trasformando l’incontro in un’aggressione pianificata.
A guidare l’azione, secondo l’accusa, sarebbe stato lo stesso Pooh Shiesty.
La stanza chiusa e la firma sotto minaccia
Il momento più teso si sarebbe consumato in una stanza isolata dello studio. Qui Pooh Shiesty avrebbe chiesto di parlare in privato con il proprietario dell’etichetta discografica.
Con lui sarebbero entrati anche il padre, Lontrell Williams Sr., e il rapper Big30 (Rodney Wright).
Secondo quanto emerge dai documenti ufficiali, il rapper avrebbe mostrato dei documenti per la rescissione del contratto, pretendendo una firma immediata. Alla resistenza della vittima sarebbe seguita una minaccia esplicita: Pooh Shiesty avrebbe impugnato un’arma descritta come simile a un fucile AK, costringendolo a cedere.
Non solo. Dopo la firma, l’uomo sarebbe stato derubato di diversi oggetti personali: fede nuziale, orologio, orecchini e denaro contante.
Violenza anche sugli altri presenti
Mentre la scena si svolgeva nella stanza privata, anche le altre due vittime sarebbero state prese di mira.
Secondo la dichiarazione giurata, gli altri membri del gruppo avrebbero estratto armi da fuoco, intimando loro di consegnare tutto ciò che avevano. La situazione sarebbe rapidamente degenerata in violenza fisica: uno degli uomini, identificato con le iniziali MM, sarebbe stato strangolato fino a perdere quasi conoscenza.
Nel frattempo, uno degli imputati avrebbe fisicamente bloccato la porta dello studio, impedendo qualsiasi via di fuga.
Arresti, perquisizioni e prove digitali
Le indagini hanno portato a una svolta significativa: otto dei nove sospettati sono stati arrestati. Le autorità federali hanno anche eseguito perquisizioni, tra cui una in Tennessee, in una proprietà collegata a Pooh Shiesty.
Un elemento chiave dell’indagine riguarda la tecnologia. Al momento dei fatti, infatti, il rapper si trovava agli arresti domiciliari per un precedente caso legato alle armi da fuoco ed era obbligato a indossare un dispositivo di monitoraggio elettronico.
Proprio i dati di quel dispositivo, insieme a filmati di videosorveglianza, tabulati telefonici e contenuti pubblicati sui social media, avrebbero permesso agli investigatori di ricostruire nel dettaglio quanto accaduto.
Il silenzio delle parti coinvolte
Al momento, né Pooh Shiesty né gli altri imputati hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali. Anche l’entourage di Gucci Mane non ha commentato pubblicamente la vicenda.
Le vittime restano anonime, identificate solo tramite iniziali nei documenti giudiziari, ma i procuratori hanno chiarito che si tratta di figure attive nel settore musicale.
Gucci Mane e il peso della sua etichetta
La vicenda riporta sotto i riflettori anche Gucci Mane, figura centrale nella scena trap americana. Considerato uno dei pionieri del genere insieme a T.I. e Jeezy, l’artista ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo di nuovi talenti, tra cui Young Thug.
La sua carriera, tuttavia, è stata spesso segnata da problemi legali. Arresti, accuse e una condanna federale nel 2014 per possesso di armi da fuoco hanno fatto parte del suo percorso, fino al rilascio nel 2016.
Negli ultimi anni, Gucci Mane ha raccontato apertamente il suo cambiamento personale, parlando di salute mentale, sobrietà e stabilità, anche nella sua autobiografia pubblicata nel 2017.
