Mondiali pista: Italia d’argento nell’inseguimento, trionfa la Danimarca

Il quartetto azzurro guidato da Ganna e Milan si arrende nella finale di Shanghai agli imbattibili danesi. Debutto iridato per il diciannovenne Magagnotti.

Mondiali pista argento

La spedizione azzurra ai Mondiali di ciclismo su pista in corso a Shanghai arricchisce il proprio medagliere con un prestigioso argento nell’inseguimento a squadre maschile. Il quartetto italiano — composto dai plurititolati Filippo Ganna, Jonathan Milan e Francesco Lamon, affiancati dal giovane talento Alessio Magagnotti — si è confermato ai vertici della disciplina, cedendo soltanto nell’atto conclusivo a una Danimarca in uno stato di forma straordinario.

Il dominio danese e il confronto sui tempi

Nella finalissima per l’oro, la selezione danese (formata da Carl-Frederik Bévort, Lasse Leth, Frederik Madsen e Rasmus Pedersen) ha espresso una superiorità netta, staccando gli azzurri di quasi cinque secondi e chiudendo la prova con l’eccellente crono di 3:40,865. Per la Danimarca si tratta del quarto titolo iridato consecutivo, un dominio costruito sulla specializzazione esclusiva per la pista dei propri atleti, a differenza dei leader italiani costretti a dividersi per gran parte della stagione tra velodromo e grandi corse su strada. Un ritmo indiavolato che ha fatto tremare anche il record del mondo (3:39,977), stabilito dagli stessi danesi lo scorso febbraio agli Europei di Konya.

La strada verso la finale e l’innesto di Magagnotti

Il percorso degli azzurri fino all’argento è stato impeccabile: in semifinale l’Italia ha superato la Gran Bretagna (poi medaglia di bronzo), mentre la Danimarca ha avuto la meglio sull’Australia. Un risultato significativo che riscatta parzialmente le gerarchie dei Giochi Olimpici di Parigi 2024, dove britannici e australiani si erano divisi i gradini più alti del podio. Rispetto al quartetto olimpico, la novità principale è stata l’inserimento del diciannovenne Alessio Magagnotti al posto di Simone Consonni (presente a Shanghai ma impegnato in altre specialità), dimostrando subito personalità ed enorme potenziale al fianco dei campioni olimpici di Tokyo 2020.

Un podio ritrovato e lo sguardo alla prova femminile

Per il ciclismo su pista maschile italiano questo secondo posto segna il ritorno sul podio mondiale dell’inseguimento a squadre a distanza di tre anni dall’ultima volta (2023), a testimonianza della continuità del movimento azzurro. L’attenzione ora si sposta sul settore femminile: le azzurre hanno centrato a loro volta la finalissima e cercheranno di conquistare la medaglia d’oro nello scontro diretto contro la Gran Bretagna.