Manifestazione per Mario Roggero a Milano: al presidio solo l’organizzatrice

L'iniziativa annunciata come una manifestazione nazionale si trasforma in un presidio con una sola partecipante. Intanto il gioielliere, detenuto nel carcere di Bollate, si prepara a iniziare un'attività di volontariato.

mario roggero

La manifestazione annunciata sui social come un appuntamento nazionale a sostegno di Mario Roggero si è conclusa con un esito ben diverso dalle aspettative. Nel pomeriggio di sabato 25 luglio, in corso Venezia a Milano, all’orario fissato per il corteo si è presentata soltanto Stefania Caiafa, promotrice dell’iniziativa e fondatrice dell’associazione Avanguardia Animalista.

L’evento era stato organizzato per esprimere solidarietà al gioielliere di Grinzane Cavour, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per l’uccisione di due rapinatori dopo l’assalto subito nel suo negozio nel 2021.

Le aspettative e il presidio con una sola persona

Secondo le informazioni diffuse nelle ore precedenti, le forze dell’ordine avevano predisposto un servizio di vigilanza ipotizzando la presenza di circa 150 partecipanti. In corso Venezia erano quindi presenti agenti della Polizia di Stato, della Polizia Locale e personale della Digos.

Alla fine, però, il corteo non è mai partito. Al punto di ritrovo è arrivata esclusivamente Stefania Caiafa che, munita di un megafono e di un cartello con la scritta “Libertà per Mario Roggero”, ha dato vita a un presidio individuale, scandendo slogan in favore del gioielliere.

Le dichiarazioni dell’organizzatrice

Durante il presidio, Caiafa ha ribadito la propria vicinanza a Roggero, sostenendo che l’uomo avrebbe reagito dopo anni di rapine e di forte pressione psicologica.

L’attivista ha inoltre affermato che, a suo giudizio, per il gioielliere sarebbe auspicabile una riduzione della pena oppure la concessione della grazia. Nel corso della manifestazione ha anche criticato le forze politiche di centrodestra, accusandole di non aver sostenuto concretamente l’iniziativa.

Il presidio è stato inoltre contestato da un passante, che ha criticato la presenza delle forze dell’ordine impegnate a garantire la sicurezza dell’evento nonostante la scarsa partecipazione.

Roggero detenuto a Bollate: da lunedì inizierà il volontariato

Nel frattempo arrivano novità sulla situazione del gioielliere. Mario Roggero è detenuto nel carcere di Bollate dopo che la condanna è diventata definitiva.

Il senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio, che lo ha incontrato durante una visita all’istituto penitenziario, ha riferito che Roggero è in buone condizioni di salute e che da lunedì inizierà a svolgere attività di volontariato all’interno della struttura.

L’impegno riguarderà lo sportello giuridico, il segretariato sociale e la biblioteca del carcere. Bergesio ha inoltre espresso l’auspicio che possano essere concessi in tempi brevi misure alternative alla detenzione, come gli arresti domiciliari, ribadendo anche il sostegno alla richiesta di grazia, che resta una prerogativa del Presidente della Repubblica.

Perché il corteo ha registrato una partecipazione così bassa

Il mancato successo della manifestazione non consente di trarre conclusioni definitive sul sentimento dell’opinione pubblica nei confronti di Mario Roggero.

La sua vicenda continua infatti a dividere il Paese. Da una parte c’è chi considera la pena inflitta eccessivamente severa, ricordando che il gioielliere era stato vittima di una violenta rapina e di altri episodi criminosi negli anni precedenti. Dall’altra, c’è chi ritiene corretta la decisione dei giudici, secondo i quali la reazione armata sarebbe avvenuta quando il pericolo immediato era ormai cessato, superando così i limiti della legittima difesa previsti dall’ordinamento italiano.

Alla scarsa partecipazione possono aver contribuito anche altri fattori: la difficoltà, ormai frequente, di trasformare il consenso espresso sui social in una presenza reale nelle piazze, il fatto che la manifestazione fosse organizzata da un soggetto con un profilo prevalentemente legato all’attivismo animalista e la circostanza che la vicenda giudiziaria sia ormai conclusa con una sentenza definitiva.

Per molti sostenitori di Roggero, inoltre, eventuali iniziative potrebbero oggi concentrarsi sugli strumenti previsti dalla legge, come la richiesta di grazia o l’accesso ai benefici penitenziari, piuttosto che su manifestazioni pubbliche.

Un caso che continua a dividere

La vicenda di Mario Roggero resta uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi anni. Il flop della manifestazione milanese non rappresenta necessariamente un indicatore del consenso o del dissenso nei confronti del gioielliere, ma sembra piuttosto riflettere una combinazione di fattori: un’opinione pubblica divisa, una limitata partecipazione alle mobilitazioni di piazza, un’organizzazione che non è riuscita a coinvolgere i sostenitori e una situazione processuale ormai definita. In questo contesto, il dibattito continua a svilupparsi soprattutto sul piano politico e giuridico, tra chi chiede una revisione della posizione di Roggero e chi ritiene che la sentenza rispetti pienamente i principi del diritto penale italiano.