Si è svolta oggi pomeriggio nell’Aula Magna dell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari la cerimonia di conferimento della laurea honoris causa in Medicina Veterinaria al divulgatore scientifico Alberto Angela. Il riconoscimento, attribuito dall’ateneo pugliese, celebra l’impegno di Angela nel promuovere la comprensione del rapporto tra esseri umani, animali e ambiente e nella tutela della biodiversità.
La cerimonia ha avuto un forte valore simbolico, soprattutto perché l’aula magna in cui si è svolta è intitolata a suo padre, Piero Angela, anch’egli insignito della stessa onorificenza dall’Università di Bari nel 2004. Inoltre appena ha preso la parola, il divulgatore ha tenuto a ricordare: “Il papà di mio papà, Carlo Angela, aveva una rubrica di divulgazione medica alla radio nel Dopoguerra”, quindi una vera passione di famiglia quella della divulgazione.
Durante il suo intervento, Angela ha aperto la sua lectio magistralis intitolata “Uomini e animali: una storia millenaria” con parole rivolte agli studenti e ai presenti, evidenziando la passione, la qualità e l’importanza dell’impegno scientifico nel raccontare la storia condivisa dell’uomo con gli altri esseri viventi.
Emozionato per il riconoscimento, Angela ha ricordato che ricevere una laurea per un ricercatore è sempre un traguardo importante, paragonandolo a una “medaglia olimpica”, e ha sottolineato il valore di un percorso che ha portato l’umanità a considerare l’animale non più semplicemente come preda, ma come essere da salvare, proteggere e comprendere.
Nel corso della lectio, il divulgatore ha richiamato anche un’immagine potente del rapporto tra uomo e natura: in Puglia, ha detto, “si custodiscono nel sottosuolo le prove fisiche di questo rapporto millenario, come un grande libro aperto che racconta il patto tra noi e il mondo animale”, evidenziando quanto la terra, il paesaggio e la storia locale siano testimoni di una convivenza profonda e duratura. “Qualunque sia la direzione che prenderemo, la prenderemo insieme: uomini e animali, come è stato negli ultimi 40mila anni” ha concluso il suo intervento Alberto Angela.
Il rettore Roberto Bellotti ha commentato che “oggi celebriamo non solo un titolo accademico, ma la capacità di unire divulgazione scientifica e cultura, dando valore a chi, come Alberto Angela, ha dedicato la propria vita a portare la conoscenza alla portata di tutti”.
Il conferimento di oggi rimarca l’importanza di guardare alla scienza come a un ponte tra ricerca e società, e la figura di Angela emerge come esempio di come la divulgazione possa contribuire a costruire consapevolezza su temi che spaziano dalla storia naturale alla biodiversità, fino alla convivenza etica con il mondo animale.
