Un’inaspettata battuta d’arresto turba i rapporti diplomatici ed economici tra l’Unione Europea e lo Zambia. Gli osservatori inviati da Bruxelles hanno stilato un report critico sull’andamento delle recenti consultazioni presidenziali, denunciando anomalie sostanziali nel corso delle operazioni di scrutinio. Sebbene le fasi iniziali di voto avessero registrato un esito favorevole in circa il 43% dei seggi, la situazione è precipitata con la sospensione temporanea del conteggio disposta dalla Commissione Elettorale (ECZ), motivata da disordini, violenze ai danni degli scrutatori e segnalazioni di furti di urne.
Il quadro si è ulteriormente aggravato al momento della ripresa dei lavori: la missione UE ha riscontrato un drastico peggioramento delle procedure, giudicate inadeguate nel 12% dei siti monitorati, a fronte di un modesto 27% classificato con standard eccellenti. Tra gli episodi più gravi figurano l’incursione di un commando armato nella capitale Lusaka, culminata con il sequestro dei verbali di spoglio il 15 agosto, e gli assalti attribuiti ai sostenitori del partito di governo (UPND) presso due sedi di conteggio a Kabwe, nella Provincia Centrale.
L’esito formale e il ricorso legale delle opposizioni
Nonostante le criticità rilevate sul campo, la Commissione Elettorale ha proclamato la riconferma del presidente uscente Hakainde Hichilema con un consenso vicino al 60%, superando lo sfidante Brian Mundubile, fermatosi al 38%. Un esito respinto con fermezza dall’opposizione: Mundubile ha annunciato l’intenzione di impugnare il verdetto per via giudiziaria, contestando gravi disallineamenti nelle fasi di trasmissione, validazione e pubblicazione delle schede.
I tecnici della missione europea hanno evidenziato prolungate interruzioni nella tabulazione dei dati, segnalando come molti centri periferici sembrassero operare sotto direttiva diretta dei vertici dell’organismo elettorale centrale.
Geopolitica delle risorse: la posta in gioco del Corridoio di Lobito
Il giudizio severo di Bruxelles assume una rilevanza strategica primaria. Lo Zambia rappresenta l’asse portante del programma infrastrutturale Global Gateway nell’Africa sub-sahariana. In sinergia con gli Stati Uniti, l’UE ha stanziato oltre 2 miliardi di euro per la realizzazione del Corridoio di Lobito, una rete ferroviaria transcontinentale ideata per collegare i ricchi bacini minerari dello Zambia e della Repubblica Democratica del Congo alle rotte commerciali dell’Oceano Atlantico tramite il porto angolano di Lobito.
L’obiettivo prioritario dell’Europa è mettere in sicurezza l’approvvigionamento di rame e metalli rari, indispensabili per la transizione ecologica e tecnologica continentale. A questa macro-strategia si aggiunge un ulteriore finanziamento di 50 milioni di euro deliberato dalla Commissione Europea per l’ammodernamento delle infrastrutture ferroviarie locali.
Relazioni industriali e le polemiche sui finanziamenti d’impresa
La figura di Hichilema è stata finora considerata centrale dagli investitori internazionali per via delle sue politiche liberiste, caratterizzate dall’abbattimento della pressione fiscale sulle aziende estrattive e dall’introduzione di agevolazioni per i capitali esteri. Tuttavia, la stabilità politica del leader zambiano è finita sotto la lente d’ingrandimento anche a causa di un’indagine condotta dall’ONG Global Witness.
Secondo l’organizzazione no-profit, il colosso minerario canadese First Quantum Minerals (FQM) — principale contribuente del paese con 3,46 miliardi di dollari versati nel 2025 e responsabile di oltre la metà della produzione nazionale di rame — avrebbe garantito ingenti risorse alla causa politica di Hichilema, ipotizzando impegni fino a 50 milioni di dollari in vista dell’ultima campagna elettorale. Accuse che la multinazionale ha rigettato integralmente, definendole prive di riscontri fattuali e ribadendo il proprio scrupoloso rispetto del divieto di finanziamento ai partiti politicamente attivi nel paese.
