Arianna Fontana spegne la fiamma: Verona chiude i Giochi Olimpici 2026

All’Arena di Verona si conclude l’Olimpiade di Milano Cortina 2026 tra musica, danza e passaggio di consegne verso le Paralimpiadi.

Giochi olimpici

Si sono chiusi con una cerimonia intensa e spettacolare i XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. A fare da cornice all’evento conclusivo è stata l’Arena di Verona, primo monumento patrimonio Unesco a ospitare una cerimonia olimpica. Un luogo simbolo, il più antico stadio ancora in uso, trasformato per una sera in palcoscenico di luci, acqua, musica e “bellezza in movimento”.

La città scaligera si è risvegliata con ancora negli occhi le immagini dello show e con le aree del centro storico allestite per la sicurezza, che resteranno operative fino all’appuntamento del 6 marzo, quando proprio dall’Arena prenderanno il via le Paralimpiadi invernali.

Gli atleti protagonisti: festa e orgoglio condiviso

Cuore della serata sono stati gli atleti, entrati insieme senza divisioni per nazioni, mescolati in un’unica grande celebrazione. Un’immagine potente, sottolineata nel discorso conclusivo dalla presidente del CIO Kirsty Coventry, che ha elogiato la capacità dei giovani sportivi di competere con lealtà e poi festeggiare fianco a fianco.

Anche Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, ha rimarcato il successo organizzativo dei Giochi e l’accoglienza italiana, riconosciuta per calore e partecipazione in tutte le sedi di gara. Pubblico numeroso ed entusiasmo costante hanno accompagnato ogni disciplina, ben oltre il tifo per gli azzurri.

Il tributo ai volontari, volto dell’Olimpiade

Un lungo applauso è stato dedicato ai 18 mila volontari che hanno garantito assistenza e organizzazione per oltre due settimane. A rappresentarli simbolicamente, Mario Gargiulo, quasi novantenne, già volontario a Cortina 1956. Un filo ideale ha così unito passato e presente dell’olimpismo italiano.

Tra soddisfazione e nostalgia, il loro contributo è stato riconosciuto come determinante per la riuscita della manifestazione.

Uno spettacolo tra opera, pop e danza

La cerimonia, prodotta da Filmmaster con la direzione artistica di Alfredo Accatino, ha raccontato l’Italia attraverso i suoi paesaggi e le sue arti: dal ghiaccio alpino al mare, fino alla laguna veneziana. Oltre 10 mila led, scenografie in legno e soluzioni sostenibili hanno animato il parterre.

L’opera lirica ha fatto da filo conduttore, in omaggio alla tradizione areniana. Un “Rigoletto” teatrale ha aperto la serata, mentre il Teatro Filarmonico di Verona ha ospitato il Coro della Fondazione Arena per l’Inno di Mameli, introdotto dalla tromba di Paolo Fresu.

Momenti di grande impatto visivo hanno segnato l’esibizione di Roberto Bolle, protagonista della coreografia “Water Cycle”, sospesa tra terra e cielo. Suggestiva anche l’interpretazione di brani iconici della musica italiana, tra cui “Il mondo” di Jimmy Fontana, reinterpretato in chiave contemporanea.

Sul palco si sono alternati anche artisti come Benedetta Porcaroli, Margherita Vicario, Davide Shorty, Joan Thiele, Major Lazer e Achille Lauro, in un equilibrio tra lirica e pop capace di coinvolgere il pubblico in Arena e in televisione.

Il passaggio della bandiera e lo sguardo verso il 2030

Uno dei momenti istituzionali più significativi è stato il passaggio della bandiera olimpica: i sindaci di Milano e Cortina hanno riconsegnato il vessillo al CIO, che lo ha affidato ai rappresentanti delle Alpi francesi, sede dei Giochi invernali del 2030. L’esecuzione della Marsigliese ha suggellato il passaggio di testimone.

Nel suo intervento finale, Coventry ha parlato di “nuovo standard” per il modello dei Giochi diffusi sul territorio, sottolineando l’innovazione organizzativa introdotta da Milano Cortina.

Lo spegnimento della fiamma: il gesto di Arianna Fontana

Il momento più atteso è arrivato con lo spegnimento del braciere. La fiamma olimpica si è affievolita tra le mani di Arianna Fontana, simbolo dello sport italiano invernale. In contemporanea si sono spenti anche i bracieri di Milano e Cortina d’Ampezzo, sulle note della pianista veneziana Gloria Campaner.

Un gesto semplice e solenne che ha racchiuso il senso dell’intera Olimpiade: fine di un percorso straordinario, ma anche promessa di nuove sfide.

Non è un addio: arrivano le Paralimpiadi

Con la chiusura ufficiale dei Giochi Olimpici Invernali, il clima olimpico non si spegne. L’Arena di Verona tornerà protagonista il 6 marzo per l’apertura delle Paralimpiadi Milano Cortina 2026.

La festa continua, con lo stesso spirito di inclusione, entusiasmo e condivisione che ha illuminato queste settimane.