Addio a Sir Patrick Stewart: dai successi a teatro a Picard e X-Men

L'attore britannico si è spento a 86 anni a Los Angeles dopo una battaglia contro l'Alzheimer e la demenza a corpi di Lewy. Dalle origini nella Royal Shakespeare Company al successo globale con Star Trek e Marvel, il ritratto di un talento immortale.

Patrick Stewart

L’universo del cinema e del teatro piange la scomparsa di Sir Patrick Stewart, venuto a mancare all’età di 86 anni nella sua residenza di Los Angeles. Ad darne la notizia è stata la sua rappresentante Kelly Bush Novak, confermando che l’attore si è spento circondato dall’affetto della moglie Sunny, dei familiari e degli amici più cari. Stewart ha affrontato con dignità e serenità le fasi finali di una breve e dolorosa lotta contro il morbo di Alzheimer e la demenza a corpi di Lewy, lasciando in eredità una carriera eccezionale e una grazia indimenticabile.

Dalle difficoltà dell’infanzia ai palcoscenici shakespeariani

Nato il 13 luglio 1940 a Mirfield, nel West Yorkshire, Stewart è cresciuto in un contesto familiare modesto e segnato da dinamiche complesse, legato alla violenza del padre militare e alle difficoltà economiche. La svolta è arrivata a scuola: fu un insegnante d’inglese a mettergli tra le mani un’opera di Shakespeare, accendendo in lui la scintilla della recitazione. Lasciati gli studi a 15 anni per dedicarsi al teatro locale, ottenne poi una borsa di studio alla Bristol Old Vic Theatre School. Dal 1966 al 1982 è stato un pilastro della prestigiosa Royal Shakespeare Company, condividendo la scena con giganti del calibro di Ben Kingsley, per poi conquistare anche Broadway e il Royal National Theatre.

I primi passi sullo schermo e l’esordio nelle produzioni cinematografiche

I primi impegni sul piccolo schermo non gli garantirono subito il successo sperato. Il debutto avvenne nel 1967 nella soap Coronation Street, a cui seguirono miniserie e produzioni storiche come La caduta delle aquile (in cui vestì i panni di Lenin), Io Claudio imperatore, La talpa, Tutti gli uomini di Smiley e North & South. Nel cinema iniziò a farsi notare in opere cult degli anni ’80 come Excalibur di John Boorman (nel ruolo di Re Leondegrance), Dune firmato da David Lynch e Space Vampires.

Il Capitano Picard e il successo internazionale con Star Trek

La celebrità mondiale è arrivata attorno ai quarant’anni grazie al ruolo che ne ha ridefinito la carriera: il capitano Jean-Luc Picard nella serie Star Trek: The Next Generation (1987-1994). Con la sua voce autorevole e una presenza scenica rigorosa quanto empatica, Stewart ha trasformato il comandante della USS Enterprise in uno dei personaggi più iconici della cultura pop. L’interpretazione gli è valsa la candidatura agli Screen Actors Guild Award nel 1995 e la stella sulla Hollywood Walk of Fame l’anno successivo, portandolo a riprendere i panni di Picard in svariati film della saga, in Deep Space Nine e nell’omonima serie Star Trek: Picard.

Charles Xavier e il legame profondo con il pubblico Marvel

All’inizio degli anni Duemila, l’attore ha conquistato una nuova generazione di fan interpretando il Professor Charles Xavier nella saga cinematografica degli X-Men. Il ruolo del saggio leader mutante lo ha accompagnato per quasi due decenni, da X-Men (2000) a Logan: The Wolverine (2017), fino alla comparsa in Doctor Strange nel Multiverso della Follia (2022) che gli è valsa un temporaneo primato nel Guinness dei primati per la carriera Marvel più lunga. Il suo ultimo contributo al genere sarà la partecipazione in Avengers: Doomsday, diretto dai fratelli Russo e in uscita nelle sale a dicembre.

Una carriera versatile tra impegno e leggerezza

Oltre alle celebri saghe fantascientifiche, la versatilità di Patrick Stewart gli ha permesso di spaziare tra ruoli drammatici, comici e il doppiaggio. Si ricordano le candidature ai Golden Globe e agli Emmy per le interpretazioni nel film TV Moby Dick (nei panni del Capitano Achab) e in The Lion in Winter, oltre all’indimenticabile Ebenezer Scrooge in Canto di Natale (1999). Senza mai prendersi troppo sul serio, ha dimostrato il suo lato ironico partecipando a comiche come Robin Hood – Un uomo in calzamaglia di Mel Brooks e prestando la voce a diversi personaggi in serie animate come I Simpson e American Dad. Fino agli ultimi mesi, Stewart aveva ribadito di non voler mai abbandonare la recitazione, lasciandoci il ricordo di un artista straordinario che ha dedicato tutta la vita all’arte scenica.