Il 2025 ha visto la scomparsa di numerose figure celebri provenienti da mondi diversi: spettacolo, cultura, sport e società civile. Nella maggior parte dei casi si è trattato di personalità avanti con l’età o segnate da lunghe malattie, rendendo l’anno meno drammatico rispetto ad altri, ma non per questo meno doloroso. Alcune perdite, però, hanno avuto un peso simbolico enorme, capace di travalicare confini geografici e culturali.
La scomparsa che ha segnato un’epoca: Papa Francesco
Il 21 aprile si è spento Papa Francesco, all’età di 88 anni. Il suo pontificato, iniziato nel marzo 2013, ha rappresentato una svolta storica sotto molti aspetti: primo Papa americano, primo gesuita, primo a scegliere il nome Francesco e primo, nell’era moderna, a convivere pacificamente con il proprio predecessore.
Figura carismatica e spesso più apprezzata dal mondo laico che da quello ecclesiastico, Jorge Mario Bergoglio ha inciso profondamente sull’immaginario globale, rendendo la sua morte l’evento più rilevante dell’anno.
Cinema: addi che chiudono un capitolo della storia del grande schermo
Il mondo del cinema ha salutato alcune delle sue leggende più riconoscibili. David Lynch è morto a gennaio a 79 anni, mentre Gene Hackman se n’è andato a 95 anni in circostanze tristi e solitarie. Richard Chamberlain, volto iconico della televisione classica, è scomparso a 91 anni. Terence Stamp, l’attore inglese è morto a 87 anni. Ambiguo, diabolico, enigmatico. Inglesissimo.
Settembre ha visto l’addio a Robert Redford, simbolo del cinema americano, seguito da Claudia Cardinale, emblema dell’età d’oro del cinema italiano. A ottobre è morta Diane Keaton, attrice e regista capace di costruire una carriera indipendente e duratura.
Particolarmente drammatica la morte di Rob Reiner e della moglie a dicembre, in un caso ancora avvolto da interrogativi.
Tra gli addii più prematuri, quelli di Val Kilmer e Michael Madsen. Graham Greene nato nella riserva delle 6 nazioni, membro della tribù degli Oneida attore ricordato principalmente per il film “balla coi lupi”. Malcolm-Jamal Warner, che interpretava il figlio di Bill Cosby nella serie tv I Robinson. L’attore svedese Bjorn Andresen, “La morte a Venezia” avrà i suoi occhi per sempre. Il suo corpo per sempre fermo al passaggio da bambino a giovane uomo, i suoi capelli biondi lunghi. L’attore australiano Julian McMahon, noto per le serie tv Streghe e Nip/Tuck. Aveva 56 anni. L’anno si è chiuso con la scomparsa di Brigitte Bardot, icona senza tempo del cinema francese.
In Italia, grande commozione per Eleonora Giorgi, Lea Massari, Adriana Asti, Nadia Cassini e Alvaro Vitali, volti popolari di una stagione cinematografica irripetibile. Mauro Di Francesco, 74 anni, dopo una malattia. Il milanese anni 80, volto e corpo e timidezza nascosta sotto la fallita strafottenza di quel decennio di edonismo locale/provinciale. Paolo Bonacelli è stato un attore italiano, attivo nel cinema, nel teatro e nella televisione, dalla camaleontica capacità artistica. Remo Girone era un attore di origine e spessore teatrale, gentile e «delicato» fuori del set, assolutamente amabile, umile, davvero simpatico, oltre che colto. Antonello Fassari, morto a 72 anni, tra gli attori italiani più popolari grazie alla partecipazione a programmi tv cult.
Sport: poche perdite, ma dal forte impatto emotivo
Nel mondo sportivo il 2025 è stato relativamente clemente, ma non privo di scosse. La morte improvvisa di Diogo Jota, a soli 28 anni, ha colpito profondamente il calcio internazionale. Nel canottaggio ci lascia Davide Tizzano.
Il pugilato ha perso George Foreman, leggenda dei pesi massimi, mentre il wrestling ha detto addio a Hulk Hogan. Il tennis italiano ha salutato Nicola Pietrangeli, simbolo di un’epoca, e il calcio europeo Denis Law, Pallone d’Oro nel 1964.
In Italia, commozione anche per Fabio Cudicini e per due voci storiche del giornalismo sportivo: Rino Tommasi e Bruno Pizzul.
Musica e televisione: se ne vanno voci e volti eterni
La musica italiana ha perso Ornella Vanoni, che fino all’ultimo ha mantenuto ironia e passione, e il maestro Beppe Vessicchio, amatissimo dal pubblico di Sanremo. Il cantante Christian morto a 82 anni il 26 settembre in seguito a un’emorragia celebrale. Sandro Giacobbe cantautore, lottava da oltre dieci anni contro un tumore. Addio anche a Pippo Baudo, figura centrale della televisione italiana per oltre mezzo secolo.
Non dimentichiamo Alice ed Ellen Kessler sono morte a 89 anni, nella loro casa di Gruenwald. James Senese è stato la “spina dorsale” della musica napoletana dal 1961 a oggi. Dandy Bestia, chitarrista e architetto sonoro degli Skiantos.
A livello internazionale gli addii sono rivolti a giganti come Ozzy Osbourne, Brian Wilson, Marianne Faithfull e Jimmy Cliff, Richard Davis, artisti che hanno contribuito a definire interi generi musicali. David Johnson ha anticipato punk e glam portando decadenza, ironia e teatralità nel rock americano.
Jimmy Cliff, il cantante giamaicano che se ne è andato all’età di 81 anni. Nel soul-pop Roberta Flack. Mike Perters ha portato l’urgenza punk e il pathos politico nei palazzetti, con gli Alarm. Sly Stone euforico, carismatico e irrequieto pontiere tra musica bianca e nera. Ace Frehley. lo Spaceman dei Kiss ha codificato l’hard rock da arena con riff, assoli e immaginario fumettistico.
Moda, cultura e informazione: gli altri grandi addii
Il 2025 è stato segnato anche dalla morte di Giorgio Armani, simbolo assoluto del Made in Italy, e dell’architetto Frank Gehry. Rosita Missoni, “la Signora dei colori”. L’ex ceo di Bulgari, Francesco Trapani. L’esperto di retail Olaf Zwijnenburg. Lo stilista irlandese Paul Costelloe. La stilista scozzese di moda punk-rock Pam Hogg. Lo stilista britannico Antony Price, noto per il suo lavoro per musicisti rock e per la moda iconica nell’industria musicale
Il mondo scientifico ha pianto Jane Goodall, mentre la politica statunitense ha salutato Dick Cheney. Charlie Kirk attivista e opinionista statunitense. Assassinato durante un evento della sua organizzazione TPUSA alla Utah Valley University.
Prematura la scomparsa della scrittrice Sophie Kinsella, mentre il mondo della comunicazione ha perso Oliviero Toscani. In Italia, infine, l’addio a Emilio Fede e Giorgio Forattini ha chiuso un’altra stagione del dibattito mediatico.
