Un violento impatto ha trasformato la mattinata sulla linea ad alta velocità Madrid-Siviglia in un teatro di dolore e devastazione. Intorno alle 8:50, al chilometro 118 della tratta, nel territorio comunale di Urda (in provincia di Toledo), due treni superveloci si sono scontrati. Il bilancio, seppur ufficioso e provvisorio, parla di una vera e propria ecatombe: si stima ci siano almeno 64 vittime e più di 150 feriti, con decine di persone in condizioni critiche o molto gravi.
Lo scontro ha coinvolto un convoglio Iryo 6076 con a bordo 147 passeggeri (tra cui un neonato) e un treno Ave 2080 della compagnia Renfe con 397 persone a bordo. Nell’impatto, avvenuto nei pressi di un nodo di smistamento del gestore infrastrutturale Adif, l’Ave della Renfe ha violentemente tamponato l’Iryo fermo sui binari. L’urto è stato devastante: almeno quattro carrozze si sono ribaltate e i vagoni di coda dell’Iryo sono precipitati lungo un terrapieno. Risulta al momento irreperibile il macchinista del treno Renfe, mentre i soccorritori lavorano in una corsa contro il tempo tra le lamiere.
L’ipotesi del fattore umano e il blackout dei segnali
Mentre le autorità cercano di ricostruire i contorni del disastro, i riflettori si concentrano sulle cause dell’incidente. Secondo le prime indiscrezioni governative, alla base della collisione ci sarebbe una tragica catena di eventi partita dal guasto del sistema automatico di segnalamento della linea.
Senza l’ausilio delle tecnologie di sicurezza automatica, il controllo della circolazione è stato forzatamente convertito alla modalità manuale. Sarebbe stato a quel punto che un operatore della centrale di controllo di Madrid-Atocha avrebbe erroneamente dato il via libera al treno Renfe partito dalla capitale alle 8:00, ignorando o non rilevando la presenza del convoglio Iryo fermo sui binari. Restano tuttavia da chiarire i motivi per cui l’Iryo si trovasse bloccato in quel tratto. Ma anche il perché l’Ave non sia riuscito ad azionare una frenata d’emergenza in tempo utile.
Si tratta peraltro del secondo tragico incidente in pochi mesi sulla medesima direttrice: già il 18 gennaio scorso, uno scontro tra un Alvia e un Frecciarossa nella provincia di Cordova era costato la vita a 45 persone, riaprendo le polemiche sullo stato dell’infrastruttura ferroviaria del Paese.

Italiani coinvolti e la macchina dei soccorsi
La Farnesina segue da vicino l’evoluzione dei fatti: la rete consolare a Madrid ha confermato la presenza di almeno cinque cittadini italiani a bordo. Quattro di loro avrebbero riportato solo ferite lievi, mentre continuano le verifiche per accertare le condizioni del quinto connazionale.
Sul luogo dell’incidente è stato dispiegato un imponente dispositivo di soccorso che vede impegnati gli agenti della Guardia Civil, le unità del servizio forestale (Seprona), la polizia stradale e i militari dell’Unità d’Emergenza dell’Esercito (UME). Tutta la circolazione ad alta velocità tra Madrid e l’Andalusia è stata immediatamente bloccata in entrambe le direzioni.
Per assistere i familiari delle vittime, la compagnia Renfe ha attivato il numero verde dedicato 900 10 10 20 e allestito un punto di supporto psicologico ed informativo presso la stazione di Madrid-Atocha.

La reazione politica e il cordoglio internazionale
La tragedia ha scosso profondamente il Paese e le istituzioni internazionali. Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha espresso il proprio dolore per quanto accaduto. Il ministro dei Trasporti Óscar Puente ha annullato i suoi impegni per recarsi direttamente al centro operativo d’emergenza. Di fronte alla gravità dei fatti, quasi tutte le forze politiche hanno deciso di sospendere la campagna elettorale in corso. L’unica eccezione è rappresentata dal partito Vox, che ha mantenuto i propri comizi denunciando «il progressivo degrado delle infrastrutture nazionali».
Messaggi di solidarietà sono giunti anche dall’estero. La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha affidato ai social il proprio pensiero: «Ho appreso con profondo dolore la notizia dell’incidente ferroviario a Toledo. Il mio pensiero va alle vittime, alle loro famiglie, ai soccorritori e al popolo spagnolo in questa giornata così triste».
