A partire dal primo giorno di novembre, Trenitalia modificherà radicalmente l’offerta per la mobilità ad Alta Velocità con l’eliminazione definitiva del “Carnet Smart”. Introdotto nel periodo post-pandemia per venire incontro alle nuove esigenze del lavoro agile, questo pacchetto comprendeva dieci viaggi (equiparabili a cinque giornate di lavoro in presenza con andata e ritorno) utilizzabili nell’arco di trenta giorni dal lunedì al venerdì, offrendo la possibilità di cambiare le prenotazioni senza limiti prima della partenza.
Parallelamente, il gestore ferroviario introdurrà una riorganizzazione degli abbonamenti mensili. Il prezzo fisso mensile scenderà di 80 euro, ma verrà introdotto un costo di 2 euro per ogni singola prenotazione del posto. Si tratta di una misura che neutralizza gli impatti per chi viaggia quotidianamente, ma penalizza pesantemente la platea del lavoro da remoto che ha sfruttato questa soluzione per vivere lontano dalla sede lavorativa.
Gli impatti economici e i costi raddoppiati per lo smart working
Mentre per i pendolari abituali, che effettuano tra le 40 e le 44 corse mensili, la spesa rimarrà pressoché invariata o leggermente ridotta, la situazione si capovolge per chi si sposta solo poche volte al mese. Sulla tratta Torino-Milano, ad esempio, l’abbonamento mensile scenderà da 374 a 294 euro. Tuttavia, chi prima spendeva 139 euro per un Carnet Smart da 10 viaggi, si troverà ora a dover sborsare 314 euro, considerando la tariffa base e l’aggiunta dei 2 euro per ogni prenotazione. Il totale comporta un aumento di 175 euro, ovvero più del doppio rispetto a prima.
Il divario colpisce anche chi effettua venti viaggi mensili, la cui spesa passerà dai 278 euro previsti per due carnet ai 334 euro del nuovo abbonamento, con un incremento del 20 per cento. Rincari analoghi interessano le altre direttrici principali: la quota di 139 euro in seconda classe riguardava anche le tratte Roma-Napoli e Bologna-Milano, mentre sulla Firenze-Bologna il costo era di 99 euro. A subire un ulteriore aggravio saranno inoltre gli utenti abituati a prenotare treni multipli per garantirsi flessibilità al rientro, dato che ogni posto riservato e poi non utilizzato costerà comunque 2 euro.
Le alternative sul mercato e la posizione di Italo
Le soluzioni residue sul mercato appaiono decisamente meno vantaggiose per chi ha un’esigenza di viaggio limitata. I biglietti singoli a prezzo pieno raggiungono infatti cifre elevate, come confermato dal comitato pendolari Alta Velocità Roma-Napoli che segnala una tariffa ordinaria di circa 48 euro a corsa. Gli altri carnet indicati da Trenitalia da 5, 10 o 15 viaggi offrono una validità di 180 giorni, ma garantiscono un risparmio molto contenuto.
In questo contesto, l’operatore concorrente Italo ha confermato che continuerà a commercializzare i propri carnet dedicati a chi lavora in modalità ibrida, mantenendo in listino le soluzioni da 10 e 20 viaggi da utilizzare entro 30 giorni.
Motivazioni aziendali, proteste e risvolti politici
Attraverso una nota ufficiale, Trenitalia ha spiegato che la cancellazione del titolo di viaggio risponde alle mutate abitudini della clientela e all’evoluzione dell’organizzazione del lavoro rispetto alla fase pandemica. La nuova struttura mira anche a contrastare il fenomeno delle prenotazioni non utilizzate, con l’obiettivo di garantire un utilizzo più efficiente dei posti disponibili sui treni.
La decisione ha tuttavia scatenato una forte reazione. I comitati dei pendolari della Torino-Milano e della Roma-Napoli hanno espresso viva protesta, chiedendo il ripristino della misura o l’introduzione urgente di una tariffa equivalente. Sul fronte istituzionale, l’assessore ai Trasporti della Regione Piemonte Marco Gabusi ha richiesto a Trenitalia i dati sul numero di utenti coinvolti, ottenendo la disponibilità dell’azienda a un incontro con la Regione e le associazioni dei consumatori. Contestualmente, diversi parlamentari tra cui Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra, Raffaella Paita e Ivan Scalfarotto di Italia Viva hanno annunciato interrogazioni rivolte al ministro dei Trasporti Matteo Salvini.
