Quello che doveva essere un momento di ritrovo goliardico si è trasformato nell’ennesimo episodio di incuria urbana. All’indomani dell’evento promosso dal gruppo studentesco BLab, il Parco Ravizza si è risvegliato trasformato in una discarica a cielo aperto. Prato e viali sono stati sommersi da cartoni della pizza, packaging da asporto, lattine, bottiglie di vetro e plastiche di ogni tipo. Una distesa di scarti che ha deturpato l’area verde a due passi dal campus, scatenando l’indignazione immediata di chi vive e frequenta il quartiere.
Orari non rispettati e la protesta del Municipio
Secondo gli accordi stipulati con il Comune di Milano e con l’azienda di servizi ambientali Amsa, la manifestazione avrebbe dovuto concludersi entro le ore 21:00. Il ritrovo si è invece protratto ben oltre i limiti stabiliti, complicando il ripristino dei luoghi e lasciando il parco in condizioni critiche. A farsi carico del malcontento popolare è stato Natale Carapellese, presidente del Municipio 5, che ha formalizzato le segnalazioni degli abitanti indirizzandole sia ai responsabili della nettezza urbana sia ai vertici dell’università.
La reazione dell’Ateneo e il nodo delle sanzioni
Dall’università è giunta una nota di richiamo formale nei confronti degli organizzatori della lista BLab, punto di riferimento della rappresentanza studentesca interna. La misura è stata tuttavia giudicata troppo morbida da diversi residenti. Tra le voci più critiche si evidenzia una disparità di trattamento: in passato l’Ateneo ha adottato la linea dura, arrivando alla sospensione di uno studente per commenti social ritenuti lesivi del decoro dell’istituto, mentre di fronte a un atto concreto di inciviltà sul territorio la risposta si è limitata a una semplice ammonizione.
