Ci sono sapori che appartengono a un luogo e altri che, con il tempo, finiscono per diventare quel luogo. Basta sentirne il profumo, riconoscerne la consistenza, ritrovare un gusto custodito dalla memoria, perché una città intera torni davanti agli occhi.
A Chivasso questo sapore pesa appena un grammo. È fatto di nocciole, zucchero e albume, ha attraversato generazioni, crisi economiche e trasformazioni del commercio, ma continua a raccontare la città con la stessa forza delle sue piazze, dei suoi portici e del campanile un tempo rivestito di latta che valse ai chivassesi il soprannome di face ’d tòla.

È il Nocciolino di Chivasso: minuscolo nelle dimensioni, immenso nella storia che porta con sé.
Dal 22 al 27 settembre 2026 la città tornerà a riunirsi intorno alla sua specialità più celebre con la Nocciolini Week e la Festa dei Nocciolini, presentate oggi nella Sala Trasparenza della Regione Piemonte. Sei giorni di degustazioni, cultura, incontri, musica, commercio, memoria e turismo, costruiti per trasformare un dolce antico in un invito a conoscere il territorio.
Non una semplice sagra, dunque, ma il racconto corale di una comunità: quella dei produttori che custodiscono la ricetta, dei commercianti che ogni mattina alzano le serrande, dei ristoratori, delle associazioni, delle istituzioni e delle famiglie che, da generazioni, affidano a una confezione di Nocciolini il sapore e l’identità di Chivasso.
Un’ambasciata grande un grammo

Il sindaco della Città di Chivasso Claudio Castello ha ricordato come il Nocciolino, nato nel XIX secolo e brevettato nel 1904 dal pasticciere Ernesto Nazzaro, continui a rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie origini: “I nocciolini sono un simbolo che attraversa il tempo, che evolve, che continua a rappresentare Chivasso nel mondo”.
Un’ambasciata affidata a un dolce piccolissimo, ma capace di arrivare lontano. Castello ha ricordato la modella e attrice italiana Carla Bruni, che lo ha celebrato sui social, il campione di rugby Martín Castrogiovanni, che lo ha ricevuto in dono dalla squadra chivassese di rugby Mixed Ability, e il duo musicale piemontese Santi Francesi, che dal palco cittadino lo hanno citato fra le eccellenze di Chivasso.
“Sono gesti semplici, ma significativi e testimoniano come i nocciolini continuino a essere ambasciatori della nostra città, capaci di unire cultura, affetto e orgoglio territoriale”, ha commentato il primo cittadino.
Dietro ogni confezione, tuttavia, non c’è soltanto una tradizione dolciaria. Ci sono imprese, lavoro, filiere artigianali e attività commerciali che resistono alla desertificazione dei centri cittadini. Per questo, ha sottolineato il sindaco Castello, la festa rappresenta anche “un momento di identità collettiva, un’occasione per sostenere le nostre botteghe, i nostri artigiani, la nostra economia locale”.
La manifestazione è promossa dal Comune di Chivasso insieme ad Ascom Confcommercio Chivasso e al Distretto urbano del commercio, con il coinvolgimento di istituzioni, associazioni, produttori ed esercizi cittadini. L’immagine dell’edizione 2026 porta ancora una volta la firma di Ugo Nespolo, artista che ha saputo raccontare il Piemonte attraverso un linguaggio immediatamente riconoscibile, colorato e contemporaneo.
Dal prodotto al territorio

Ad aprire gli interventi è stato Paolo Bongioanni, assessore regionale al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico. Il suo ragionamento è partito da Vercelli e dall’evento dedicato al riso per arrivare a una questione centrale: come può una comunità trasformare un prodotto tipico in economia, presenze turistiche e conoscenza del territorio?
Alcune aree del Piemonte hanno già costruito intorno alle produzioni tipiche un sistema capace di attrarre visitatori, anche per una sola giornata, e di generare ricadute positive sulle attività locali. Il Nocciolino possiede tutte le caratteristiche per seguire lo stesso percorso: “Fa parte delle tante eccellenze che devono aiutare le nostre comunità ad avere identità”, ha evidenziato l’assessore.
Il Piemonte può contare su un patrimonio vastissimo di prodotti agroalimentari tradizionali, denominazioni protette e specialità che rappresentano una straordinaria porta d’ingresso per il turismo. Non si visita più un territorio soltanto per i suoi monumenti: lo si attraversa per assaggiarlo, comprenderlo, incontrarne i produttori e ascoltarne le storie. “Quando vado in giro per raccontare il territorio turistico, quello che mi apre la porta è la nostra offerta agroalimentare, il Nocciolino a gran titolo ci entra dentro”.
L’assessore ha inoltre anticipato i bandi regionali dedicati agli eventi, previsti per ottobre, nei quali dovrebbe essere attribuita una significativa premialità alle manifestazioni capaci di valorizzare le produzioni tipiche. Il suo invito conclusivo è stato diretto: dal 22 al 27 settembre bisognerà passare tutti da Chivasso.
Una festa nata dopo l’alluvione

La presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia, Maria Luisa Coppa, ha riportato la platea alle origini della manifestazione. La Festa dei Nocciolini nacque nel 1995, dopo la devastante alluvione dell’anno precedente, per sostenere il commercio e ricucire i rapporti con le comunità dell’Oltrepò chivassese.
Fu una risposta alla crisi attraverso l’identità. Un modo per rialzarsi partendo da ciò che Chivasso possedeva da sempre: il proprio dolce e la capacità di riconoscersi intorno a esso.
“Il binomio Chivasso-Nocciolini è un binomio secolare”, ha ricordato Coppa, richiamando le generazioni di viaggiatori e uomini politici che, attraversando via Torino quando ancora non era pedonalizzata, si fermavano ad acquistare i Nocciolini. Un’abitudine divenuta nel tempo una forma di promozione spontanea: chi li assaggiava portava con sé anche il nome della città.
Oggi, dopo trentuno anni, la festa continua a crescere, aggiungendo collaborazioni, appuntamenti e luoghi. Secondo la presidente, è arrivato il momento di compiere un ulteriore passo: “Sarebbe ora forse di farla diventare una festa regionale, barra nazionale”.
Il protagonista principale resta però il tessuto produttivo. Bonfante, Dolce Canavese e Dolciaria Fontana custodiscono una lavorazione che non può essere separata dalla storia commerciale cittadina. Senza le persone che continuano a produrre i Nocciolini, il simbolo rischierebbe di diventare soltanto un ricordo.
Il turismo delle esperienze

A sottolineare il legame fra identità, commercio e attrattività è stata anche Sonia Cambursano, consigliera della Città metropolitana delegata a Sviluppo economico, Attività produttive e Turismo. Per lei il Nocciolino appartiene anche alla memoria familiare: nata a Chivasso, lo ricorda come il dono riservato alle occasioni speciali.
“Il nocciolino è questo dolce così piccolo che però è estremamente potente perché ha la capacità intorno a sé di costruire un’identità territoriale, ma non solo: anche un’identità commerciale, un’identità agroalimentare“, racconta la consigliera.
Chivasso partecipa sia al Distretto urbano del commercio sia al Distretto del cibo e si trova al centro di un territorio ancora in parte da raccontare. C’è il fiume Po, c’è il Canale Cavour – la più grande opera ingegneristica d’Europa – ci sono percorsi da scoprire lentamente, magari in bicicletta, seguendo le sponde dell’acqua.
“Il turismo abbiamo capito che non è soltanto la meta di grido. Oggi il turismo è anche esperienza e venire alla Festa dei Nocciolini è anche un’esperienza”, sottolinea Sonia Cambursano. Un’esperienza capace di produrre valore per negozi, bar, ristoranti e attività che, anche nei momenti più difficili, hanno dimostrato resistenza e capacità di lavorare insieme.
Una festa per il commercio di vicinato

Per l’assessora comunale al Commercio e Turismo Chiara Casalino, il cuore della manifestazione resta precisamente questo: celebrare il dolce significa celebrare la città che continua a produrlo e venderlo.
“È una festa che celebra il nostro dolce, trasformandolo in un simbolo potente e multisensoriale del commercio di vicinato”, spiega Casalino.
La sfida, rispetto al 1995, è diventata ancora più complessa. Il piccolo commercio non deve confrontarsi soltanto con una crisi temporanea, ma con mutamenti globali nelle abitudini di acquisto e nella struttura stessa delle città. La Festa dei Nocciolini assume così un significato che va oltre l’intrattenimento: riportare le persone nelle strade, davanti alle vetrine e dentro le botteghe.
Nel 2026 aumentano gli appuntamenti, i luoghi e soprattutto i partner. Tornano il Festival del Gelato di Rivara e Poste Italiane con l’annullo filatelico e il francobollo dedicato. Le attività cittadine saranno protagoniste di Vetrine sotto il cielo, mentre bar, ristoranti e pasticcerie proporranno degustazioni e abbinamenti.
Alla comunicazione è stata riservata un’attenzione particolare. Attraverso il QR code stampato sulla locandina, cittadini e visitatori potranno accedere dal proprio smartphone alla web app dedicata, consultare la mappa, controllare il calendario completo e ricevere gli aggiornamenti sull’evento. Uno strumento semplice, realizzato per accompagnare il pubblico fra piazze, locali e appuntamenti senza perdere nulla della festa.

Una città che lavora insieme
Il presidente di Ascom Chivasso, Carlo Nicosia, ha messo in evidenza la partecipazione crescente delle realtà locali e il ruolo centrale delle imprese: “Questa festa ha come novità quella di essere riuscita a renderla partecipata da tante realtà del territorio”.
La Festa dei Nocciolini diventa così una vetrina collettiva, nella quale ogni attività contribuisce a costruire l’immagine della città. Non soltanto i produttori, quindi, ma anche i commercianti, i bar, i ristoratori, le associazioni culturali, gli operatori turistici e chi anima le strade.
“I negozi, i bar e i ristoranti sono il cuore pulsante di questa comunità”, conclude Nicosia.
IL PROGRAMMA
La Nocciolini Week: tre sere per raccontare il Piemonte

Il viaggio comincerà martedì 22 settembre alle 21, nella Chiesa degli Angeli, con Sgranocchiando Nocciolini Fontana. L’incontro sarà dedicato al treno storico e alla linea Chivasso-Asti, alla sua storia e alle opportunità turistiche che una ferrovia restituita al territorio può offrire.
Mercoledì 23 settembre, dalle 8 alle 13, il mercato dei produttori agricoli davanti alla scuola Marconi ospiterà la mostra fotografica Dalla Terra al Mercato. Alle 21, nuovamente nella Chiesa degli Angeli, Sgranocchiando Nocciolini Dolce Canavese porterà il pubblico a Ivrea, fra il sito Unesco e le rosse torri della città.
Giovedì 24 settembre, alle 21, la Nocciolini Week si sposterà alla Pasticceria Bonfante con Sgranocchiando Nocciolini Bonfante. La serata, intitolata Cose molto italiane, sarà dedicata alle icone che hanno costruito la storia e l’immaginario del Made in Italy.
Dal 25 settembre la città diventa una festa
Venerdì 25 settembre comincerà la Nocciolini Experience, con degustazioni e abbinamenti nei locali aderenti. Alle 18.30 il Teatrino Civico ospiterà l’incontro I Nocciolini incontrano le Eccellenze del Territorio.
La serata proseguirà alle 19.30 all’XXL Cafè con l’Aperitivo Rosa, preparato con Vermouth al Mirtillo di Moncrivello, e alle 21 con l’XXL Disco Night.
Sabato 26 e domenica 27 settembre il centro di Chivasso entrerà nel cuore della festa. Dalle 10 alle 20 i negozi parteciperanno a Vetrine sotto il cielo, mentre via Torino accoglierà la Mostra mercato delle eccellenze enogastronomiche del Piemonte, insieme alle attività di Gioca Chivasso e al Ludobus.
Sabato mattina, fra le 10 e le 12, il mercato sarà attraversato dall’animazione itinerante della A-T-Pic Ensemble Street.
Piazza della Repubblica diventerà l’area dei talk, degli incontri istituzionali e delle esperienze gastronomiche. Qui troveranno spazio la mostra fotografica Dalla Terra al Mercato, la presentazione dei Maestri del Gusto della provincia di Torino curata da Fabio Bongiorni, i laboratori dei produttori, gli show cooking con i ristoratori chivassesi e il Villaggio dei Nocciolini e del Territorio.
Tornerà anche il Festival del Gelato di Rivara e Poste Italiane proporrà l’annullo filatelico della Festa dei Nocciolini, insieme alla vendita del francobollo e del materiale dedicato.
Sabato sera, alle 20.30, i ristoranti aderenti accoglieranno la Cena dei Nocciolini di Chivasso. Alle 21 la Chiesa degli Angeli ospiterà il Concerto nella tradizione della Germania barocca, proposto da ChivassoInMusica. Alla stessa ora, al Teatrino Civico, salirà sul palco il comico Andrea Di Marco per lo spettacolo promosso da Generali Assicurazioni Chivasso, Gianassi, Marrone e Ruffinengo.
Il ritorno del treno e la Cena sull’Acqua
Domenica 27 settembre sarà la giornata degli arrivi e degli incontri. Fra le 10 e le 12.30, il Bar della Stazione accoglierà il pubblico nell’attesa del treno storico, con l’animazione della A-T-Pic Ensemble Street e la collaborazione di Generali Assicurazioni Chivasso.

In piazza d’Armi, dalle 10 alle 19, si svolgerà il Grande Raduno Fiat 500 e Auto storiche, organizzato dal Lions Club Chivasso Host. Dalle 10 alle 18 tornerà invece il Merca d’la Tola, curato dal Balon Torino.
Fra le 11 e le 13 saranno organizzate le visite guidate alla città con le guide G.I.A. Ascom, aperte ai viaggiatori prenotati sul treno storico e agli altri visitatori fino a esaurimento dei posti.
Alle 17 la Confraternita dei Nocciolini e dello Sambajôn distribuirà zabaione e Nocciolini di Chivasso. Alle 18.30, al Teatrino Civico, arriverà uno dei momenti più attesi: la consegna del Nocciolino d’Oro e del Nocciolino ’d Tola.
La festa terminerà alle 20.30 con la suggestiva Cena sull’Acqua, ospitata nell’Edificio di Presa del Canale Cavour in occasione dei suoi 160 anni e organizzata da Ascom Confcommercio Torino e provincia e Ascom Chivasso.
Non una scenografia scelta per caso. È da Chivasso che il Canale Cavour prende avvio e porta l’acqua verso le risaie del Vercellese e del Novarese. La cena ricomporrà simbolicamente il legame fra territori, agricoltura, ingegno e paesaggio: una tavola sospesa là dove l’acqua comincia il proprio viaggio.
Fiorentino Rosa e Stefano Paolo Corgnati: i premiati del 2026
Il Nocciolino d’Oro, tradizionalmente destinato a una figura del commercio cittadino, sarà assegnato a Fiorentino Rosa, erede di una storica attività chivassese le cui origini risalgono agli anni Trenta.
“È una tradizione di famiglia che si continua: nonni, figli e nipoti. Quelle famiglie che hanno retto di fronte a tante traversie che comunque il commercio può raccontare e che sono riuscite a continuare a mantenere la propria attività”, racconta di lui Maria Luisa Coppa.
Il premio riconosce molto più della longevità di un negozio. Celebra le famiglie che hanno attraversato la guerra, le trasformazioni urbane, la pedonalizzazione del centro e le crisi del commercio senza spezzare il filo fra una generazione e l’altra.
Il Nocciolino ’d Tola 2026 sarà invece consegnato al rettore del Politecnico di Torino, Stefano Paolo Corgnati, nato a Chivasso e legato al territorio, scienziato di rilievo internazionale nel campo dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale.
“Il suo percorso accademico e scientifico, unito a un profondo legame con Chivasso, conferisce prestigio alla nostra città e ne rafforza l’identità culturale”, commenta il primo cittadino Claudio Castello.
Due premi diversi, dunque, ma uniti dalla stessa idea: una città cresce quando sa riconoscere chi ne custodisce la memoria e chi porta il suo nome verso il futuro.
Un piccolo dolce, una grande promessa
Forse il segreto del Nocciolino è proprio nella sua apparente fragilità. È minuscolo, leggero, friabile, eppure ha resistito al tempo meglio di tante costruzioni più imponenti. Ha attraversato il Novecento, accompagnato i cambiamenti della città e unito produttori, commercianti e cittadini.
La Festa dei Nocciolini non invita semplicemente a partecipare, ma a scoprire Chivasso lentamente: fermarsi davanti a una vetrina, incontrare chi lavora dietro un banco, ascoltare storie, salire su un treno antico, seguire l’acqua del Canale Cavour e assaggiare un dolce che custodisce più di un secolo di memoria.
Dal 22 al 27 settembre Chivasso renderà omaggio non soltanto al suo prodotto più famoso, ma alla capacità di una comunità di restare sé stessa aprendosi agli altri. Basterà un Nocciolino, forse, per accorgersi che le storie più grandi non hanno sempre bisogno di molto spazio. Qualche volta pesano appena un grammo.
