Un drammatico agguato ha sconvolto le prime ore del mattino a Lauropoli, frazione del comune di Cassano allo Ionio. Intorno alle 5:30-6:00, nei pressi di un locale del centro e della sede aziendale lungo una traversa di via Fiume, uno o più killer hanno aperto il fuoco contro due uomini. Giuseppe Scorza, 36 anni, è rimasto ucciso sul colpo. Renato Elia, che si trovava con lui, è stato raggiunto dai proiettili ed è ora ricoverato in condizioni disperate.
L’ombra del passato: la scia di sangue della famiglia Scorza
Il nome della vittima riporta la memoria a un tragico fatto di cronaca risalente al 4 aprile 2022. Giuseppe era infatti il figlio di Maurizio Scorza, il 57enne assassinato insieme alla compagna tunisina (Hanane Saadi / Hedhli) in località Gammellone, al confine tra Cassano e Castrovillari. In quell’occasione, i corpi vennero ritrovati all’interno di una Mercedes. Quello dell’uomo era all’interno del bagagliaio e quello della donna sul sedile anteriore, entrambi crivellati da colpi di pistola calibro 9.
Il quadro giudiziario del precedente delitto
L’omicidio del padre di Scorza è stato al centro di una complessa vicenda legale. Sebbene per quell’episodio vi sia già stata una condanna in primo grado a 21 anni di reclusione per uno dei coinvolti (Adduci), nel febbraio 2025 il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha annullato un’ordinanza di custodia cautelare a carico di un altro indagato, Francesco Faillace, per mancanza di gravi indizi di colpevolezza.
Pianificazione e piste investigative: si indaga sul racket e la ‘ndrangheta
I Carabinieri della Compagnia di Cassano allo Ionio hanno recintato l’area ed effettuato i primi rilievi scientifici. La modalità dell’attacco suggerisce un’azione premeditata nei minimi dettagli: chi ha sparato conosceva con precisione gli orari e le abitudini delle vittime, sapendo che si sarebbero trovate in quel luogo a quell’ora insolita. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sul movente, ma la pista della matrice mafiosa e legata ai contesti della criminalità locale resta una delle più accreditate. Al vaglio dei militari ci sono le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e la ricostruzione degli ultimi spostamenti delle due vittime.
