Baby ladri in treno da Bologna a Padova: i genitori non li rivendicano

Tentano un furto in appartamento ma vengono scoperti dal proprietario. In questura la triste scoperta: nessun parente è disposto a riprenderli. Finiscono in comunità.

Baby ladri bologna padova

Una vicenda che va ben oltre la cronaca giudiziaria e toccante per la giovanissima età dei protagonisti. È la mattina di sabato 8 luglio quando due cugini di appena 10 e 11 anni salgono da soli su un treno alla stazione di Bologna. La loro destinazione è Padova, quartiere Palestro. Un tragitto calcolato con precisione per mettere a segno un colpo in un’abitazione.

L’allarme scatta intorno alle 10:00. Approfittando del caldo estivo e delle finestre lasciate aperte per far circolare l’aria, uno dei due ragazzini si arrampica sul terrazzo di un appartamento. La proprietaria, che in quel momento si trova nel salotto mentre il compagno è in camera, si accorge della presenza del piccolo intruso sulla portafinestra e urla. Sorpreso, il bambino scavalca rapidamente la balaustra e si dà alla fuga nel cortile condominiale insieme al complice che lo attendeva in strada.

L’inseguimento e il fermo del padrone di casa

Mentre la donna avvisa tempestivamente il 113, il compagno si scaglia all’inseguimento dei due fuggitivi. Raggiunti a poca distanza, l’uomo si rende conto con stupore della loro giovanissima età. Senza usare violenza, riesce a persuaderli a rientrare nell’appartamento, dove vengono trattati con cura e trattenuti in sicurezza fino all’arrivo delle volanti della Polizia di Stato.

I rilievi in Questura e la confessione

Accompagnati negli uffici della Questura, i due piccoli risultano sprovvisti di documenti. Solo attraverso gli accertamenti degli agenti si risale alla loro identità: due cuginetti di 10 e 11 anni residenti in un campo nomadi nel Bolognese. Sono gli stessi ragazzini a raccontare la dinamica del loro spostamento in treno senza accompagnatori. Durante il colloquio, uno dei due estrae spontaneamente dallo zaino e consegna ai poliziotti un cacciavite, utilizzato probabilmente come arnese da scasso.

Nessun parente disponibile: scatta l’affidamento alla comunità

Trattandosi di minori di 14 anni, i due bambini non sono punibili per legge. La procedura prevede l’immediato riaffidamento ai genitori o a un parente maggiorenne, ma è a questo punto che la storia assume contorni ancora più drammatici. I tentativi di rintracciare i familiari si rivelano del tutto vani. L’unico contatto telefonico intercettato dalla Polizia è con un sedicente parente, il quale dichiara che i genitori si trovano in vacanza e che nessuno è disponibile a mettersi in viaggio per riprenderli.

Nell’impossibilità di rintracciare un domicilio certo o un adulto di riferimento disposto a farsi carico dei minori, e d’intesa con le Procure per i Minorenni di Venezia e Bologna, per i due cuginetti si sono aperte le porte di una comunità protetta.