Prosegue la protesta per il caldo nelle strutture educative del Comune di Milano. La Uil Fpl ha indetto uno sciopero per mercoledì 29 luglio, dalle 14 alle 18, coinvolgendo il personale impiegato nei nidi e nelle scuole dell’infanzia comunali.
Secondo il sindacato, le elevate temperature registrate nelle aule stanno rendendo molti edifici difficili da utilizzare, con possibili ripercussioni sia sulle condizioni di lavoro del personale sia sul benessere dei bambini ospitati nelle strutture.
Esposto all’Ispettorato del Lavoro e segnalazione all’Ats
Oltre alla mobilitazione, la Uil Fpl ha annunciato di aver depositato un esposto all’Ispettorato Territoriale del Lavoro e una segnalazione all’Ats della Città Metropolitana di Milano, ritenendo insufficiente la gestione dell’emergenza caldo da parte dell’amministrazione comunale.
La decisione arriva dopo il mancato accordo emerso nell’ultimo confronto tra sindacato e Comune, successivo anche al tentativo obbligatorio di conciliazione svolto in Prefettura. Per l’organizzazione sindacale, il dialogo non ha prodotto soluzioni concrete per affrontare le criticità legate alle ondate di calore.
Sala: “Il problema climatico richiede interventi progressivi”
Sulla vicenda è intervenuto il sindaco Beppe Sala, che ha riconosciuto le difficoltà ma ha sottolineato come gli interventi necessari non possano essere realizzati in tempi immediati.
Il primo cittadino ha spiegato che il Comune ha già assunto un impegno per adeguare progressivamente gli edifici scolastici alle nuove condizioni climatiche, evidenziando come l’aumento delle temperature rappresenti ormai una sfida destinata a intensificarsi negli anni.
Sala ha inoltre raccontato di essersi confrontato con il sindaco di Parigi, Emmanuel Grégoire, che gli avrebbe confermato come anche nella capitale francese il crescente caldo stia mettendo sotto pressione il funzionamento dei servizi pubblici.
Le proteste di genitori e insegnanti vanno avanti dall’inizio dell’estate
Il malcontento non riguarda soltanto i lavoratori. Dall’inizio dell’estate anche numerosi genitori e insegnanti hanno segnalato il disagio provocato dalle alte temperature nelle aule, soprattutto negli istituti che restano aperti fino a luglio.
Tra i casi più noti c’è quello dell’Istituto Pezzi, dove nelle scorse settimane è stato esposto uno striscione con la scritta “Sauna” per denunciare il caldo all’interno della scuola. Successivamente è stata avviata anche una petizione per chiedere interventi strutturali.
I numeri del Comune: ventilatori, condizionatori e scuole climatizzate
L’assessorato all’Edilizia scolastica ha diffuso i dati aggiornati sulle strutture comunali e sulle misure adottate per affrontare l’emergenza.
Attualmente il Comune gestisce:
- 104 nidi, frequentati da 4.573 bambini;
- 166 scuole dell’infanzia, con 17.866 iscritti.
Complessivamente si tratta di 270 strutture, che ospitano 22.429 alunni.
Con l’avvio dei centri estivi, dal primo luglio sono rimaste operative 163 sedi (74 nidi e 89 scuole dell’infanzia), frequentate da 11.827 bambini.
Per mitigare il caldo, il Comune ha messo a disposizione:
- 609 condizionatori portatili, di cui 400 installati nel 2025;
- 1.817 ventilatori, con 57 apparecchi aggiunti rispetto allo scorso anno;
- 368 ombrelloni, aumentati di 111 unità;
- 339 gazebo.
Inoltre, 45 scuole che ospitano i centri estivi sono già dotate di un impianto di climatizzazione fisso, pari a circa il 27% delle strutture attualmente aperte.
Il nodo resta l’adeguamento degli edifici
La protesta riporta al centro il tema dell’adattamento degli edifici scolastici ai cambiamenti climatici. Da una parte i sindacati chiedono interventi più rapidi per garantire condizioni sicure a lavoratori e bambini; dall’altra il Comune ribadisce di aver avviato un piano di adeguamento che richiederà tempi graduali per essere completato.
