I Giardini della Filarmonica al via il 18 giugno

Parte il Festival estivo dell'Accademia Filarmonica Romana, Concerti fino al 2 luglio nella sede di via Flaminia

Giardini filarmonica 1
I Giardini della Filarmonica. Un concerto delle passate edizioni. © Max Pucciariello.

Giovedì 18 giugno parte l’edizione 2026 de I Giardini della Filarmonica il festival estivo dell’Accademia Filarmonica Romana. Quest’anno è intitolato Radici e propone due concerti al giorno fino al 2 luglio prossimo. Il programma è molto ricco e improntato al dialogo tra passato e presente, tra memoria e innovazione, esplorando culture da tutto il mondo.

 

“Radici”. Il festival estivo dell’Accademia Filarmonica Romana

L’edizione 2026 de I Giardini della Filarmonica partirà il 18 giugno per concludersi il luglio. Il festival estivo dell’Accademia Filarmonica Romana, intitolato quest’anno ‘Radici’ animerà le calde serate di Roma. Arriveranno in palcoscenico musica, tradizioni, arte e cultura da tutto il mondo, grazie al rapporto consolidato fra l’istituzione romana e gli istituti di cultura, ambasciate e associazioni che operano nella capitale. Ogni sera per sei giorni a settimana due appuntamenti alle ore 20 e alle ore 21,30. Il tutto nella splendida cornice della sede di via Flaminia. Nel tardo pomeriggio alla Sala Casella e a serata inoltrata nel fresco dei sontuosi Giardini.

Domenico Turi il direttore artistico della Filarmonica spiega la filosofia che è alla base delle scelte artistiche del festival. “Sarà come un lungo viaggio. – dichiara Domenico Turi – Un’esplorazione profonda di ciò che ci tiene ancorati, di ciò che ci forma e, spesso, di ciò che rimane invisibile ma essenziale. Le radici sono tradizioni scritte e orali, suoni ancestrali, lingue e ritmi che attraversano generazioni e luoghi. Ma le radici sono anche ciò che non si vede. Sono le esperienze intime, le emozioni nascoste, le storie personali che plasmano ogni individuo. Come le radici di un albero, si sviluppano sotto la superficie: silenziose, complesse, fondamentali. Questo festival invita a portare alla luce queste dimensioni, trasformandole in espressione artistica”.

Inaugurazione con Giovanni Betti e Paolo Angeli

Il festival parte nella consolidata formula del doppio appuntamento quotidiano, il primo alle ore 20 in Sala Casella, il successivo alle ore 21.30 all’aperto nei Giardini. Ad aprire il concerto intitolato Il profumo della musica, Brindisi, Trinklieder e brani conviviali nella musica dei grandi compositori (ore 20) con il pianista, scrittore e divulgatore Giovanni Bietti. Sarà proposta una “degustazione musicale” che ripercorre i brindisi della musica classica, spesso veri e propri omaggi al vino in deliziosi brani cameristici spesso poco noti. Il tutto accompagnato dalla degustazione di prodotti vinicoli.

giardini filarmonica 2
Paolo Angeli con la sua “chitarra preparata” protagonista di uno dei concerti della serata inaugurale

Alle 21.30 un altro appuntamento speciale, il concerto Lema di Paolo Angeli. Una performance in cui il musicista sardo canta e suona la sua chitarra preparata, una sorta di “orchestra a 25 corde”, inventata da Angeli circa trent’anni fa, dalla musicalità cangiante. Nel repertorio influenze del free jazz, folk sardo, pop minimale, flamenco contemporaneo, musica araba e post-rock, confluiscono in una sintesi di linguaggio che evidenzia lo stile del tutto personale dell’artista.

I Giardini della Filarmonica. Gli altri appuntamenti

Il festival Radici proseguirà in maniera serrata fino al 2 luglio con interessanti e variegati appuntamenti nel fresco dei Giardini della Filarmonica. Difficile dare un dettaglio completo di tutte le serate ognuna delle quali prevede due concerti. Uno dei filoni principali è quello di dare spazio alle tradizioni di diversi popoli del mondo. Si evidenziano i giapponesi del Munedaiko che tramandano il Taiko la pratica millenaria dei tamburi (21 giugno). Ma anche la tradizionale giornata dedicata alla cultura iraniana, da anni uno degli appuntamenti di maggior richiamo del Festival (26 giugno) e, il giorno seguente 27 giugno, un omaggio all’Argentina con La notte del tango. Nel contempo, il 1° luglio si ricorderà l’arte musicale di Hans Werner Henze quest’anno ricordato a 100 anni dalla nascita con L’utopia del suono: omaggio a Henze. Uno dei  i compositori più grandi del nostro tempo sarà celebrato così proprio il giorno della sua nascita.

Da ricordare che le serate avranno come di consueto un punto ristoro nei Giardini, quest’anno curato da OSTEnse “vini, birre, fermenti e vivande”.

Per ogni dettaglio è indispensabile connettersi a www.filarmonicaromana.org