Jools Lebron, dal meme virale al crollo: la verità dietro “Very Demure”

La creator diventata famosa su TikTok racconta successo, dipendenze e rinascita dopo l’esplosione del trend “Very Demure”

Jools Lebron

Nell’estate del 2024, Jools Lebron era in pausa dal lavoro in un supermercato quando pubblicò un breve video su TikTok destinato a trasformare completamente la sua vita. Seduta in macchina, mostrava il proprio make-up spiegando alle follower come presentarsi sul posto di lavoro in modo “sobrio” e “curato”.

Quel contenuto, nato senza particolari aspettative, iniziò però a raccogliere visualizzazioni a una velocità inaspettata. Nel giro di pochi giorni, la frase “Very demure, very mindful” diventò uno dei tormentoni social più riconoscibili dell’anno.

Jools ha raccontato di essersi accorta quasi subito che qualcosa stava cambiando: ogni aggiornamento del telefono mostrava numeri sempre più alti, ben oltre qualsiasi risultato ottenuto in precedenza.

Il meme che ha conquistato internet

Il trend esplose rapidamente ben oltre TikTok. Brand, celebrità e perfino istituzioni iniziarono a utilizzare l’espressione resa famosa dalla creator.

Tra i contenuti più condivisi comparvero post ironici della NASA e dell’amministrazione Biden, mentre personaggi dello spettacolo come Khloé Kardashian ripresero la frase nei propri video social.

Per Jools Lebron non era comunque il primo contatto con la notorietà online. Prima della viralità del meme, aveva già costruito una community importante su YouTube come beauty creator e make-up artist.

Dopo aver iniziato la transizione nei suoi vent’anni, aveva trovato nei social uno spazio dove raccontare esperienze personali, relazioni, coming out e difficoltà vissute come donna trans. I suoi contenuti avevano iniziato a ottenere sempre più seguito proprio grazie alla sincerità con cui parlava della propria vita.

Dalla popolarità online alla crisi personale

Dietro il successo, però, si nascondeva una situazione molto più fragile. Negli anni precedenti, Jools aveva già attraversato momenti complicati dopo una lite pubblica con un altro influencer del mondo beauty.

La vicenda aveva compromesso diversi accordi commerciali con i brand, causando anche problemi economici e personali. In quel periodo sviluppò una forte dipendenza dalla cocaina e perse il supporto professionale del management che la seguiva.

Convinta di dover abbandonare il sogno da creator, accettò un lavoro tradizionale in supermercato, occupandosi degli scaffali, della cassa e dell’assistenza ai clienti. Proprio durante quella nuova fase di vita arrivò il video che la rese famosa in tutto il mondo.

Il peso della fama improvvisa

L’esplosione del trend “Very Demure” trasformò improvvisamente la quotidianità di Jools Lebron. In poche settimane iniziarono ad arrivare richieste da agenzie, marchi e programmi televisivi.

La creator apparve anche al “Jimmy Kimmel Live!”, in una puntata co-condotta da RuPaul, dimostrando di saper reggere il confronto televisivo oltre il semplice fenomeno virale.

Dietro le opportunità, però, aumentava anche la pressione. Jools ha raccontato di aver vissuto per settimane tra aeroporti e hotel, senza riuscire a fermarsi davvero.

Le collaborazioni commerciali diventavano sempre più numerose e ingestibili. Ogni giorno riceveva decine di pacchi da recensire, molti dei quali venivano addirittura rubati prima che riuscisse ad aprirli.

Secondo il suo racconto, alcuni brand sembravano interessati soltanto alla visibilità momentanea del fenomeno virale, senza alcuna reale intenzione di costruire collaborazioni durature.

L’aggressione, la depressione e il ritorno alle droghe

Nel periodo più intenso della sua esposizione mediatica, Jools Lebron stava affrontando anche un trauma personale molto serio. Poco dopo essere diventata virale, racconta di essere stata aggredita da un uomo conosciuto online.

L’episodio la segnò profondamente, ma gli impegni professionali continuarono senza sosta. La creator ha spiegato di non aver avuto il tempo di elaborare quanto accaduto e di essersi sentita ignorata anche da chi lavorava con lei.

Sentendosi sopraffatta, ricadde nell’uso di droghe mentre la fama continuava a crescere.

Durante la Fashion Week di Milano del 2024, mentre collaborava con Bottega Veneta per intervistare alcune celebrità, ricevette anche la notizia della soppressione del proprio cane. Poco dopo, un incontro negativo con Kendall Jenner peggiorò ulteriormente il suo stato emotivo.

Jools ha raccontato di aver vissuto in quel periodo momenti estremamente difficili, arrivando persino a pensare alla morte.

La pressione economica e il senso di colpa

Oltre ai problemi personali, la creator sentiva il peso delle responsabilità economiche verso la famiglia. Aiutava parenti e familiari pagando cure mediche, debiti e spese domestiche.

Aveva persino assunto il fratello per lavorare insieme a lei in un podcast, salvo poi essere spinta dall’agenzia a interrompere la collaborazione.

Con il calo degli accordi commerciali e l’aumento delle difficoltà personali, le entrate iniziarono a diminuire rapidamente. Jools fu costretta a licenziare collaboratori e dipendenti mentre il rapporto con la propria immagine pubblica diventava sempre più complicato.

A un certo punto, racconta di aver iniziato a odiare persino la parola “demure”, diventata simbolo di un periodo che le stava causando sofferenza invece che felicità.

La terapia e il percorso di rinascita

Il momento decisivo arrivò dopo l’ennesimo periodo di eccessi. Jools ha raccontato di essersi svegliata una mattina accanto a uno sconosciuto, realizzando di non voler più continuare in quel modo.

Fu allora che scrisse alla madre chiedendo aiuto e iniziò un percorso terapeutico.

Oggi la creator afferma di sentirsi più stabile. È riuscita ad acquistare una casa e i contenuti pubblicati recentemente mostrano una quotidianità molto diversa: palestra, salute, benessere personale e cura di sé.

Anche il rapporto con il pubblico sembra migliorato, così come l’interesse dei brand nei suoi confronti.

“Sono molto più di un meme”

Ripensando a quanto accaduto, Jools Lebron sostiene che il periodo della viralità le abbia lasciato soprattutto un forte senso di colpa. Da una parte tutti le ripetevano quanto fosse fortunata, dall’altra lei sentiva di non aver vissuto davvero quel successo a causa delle dipendenze e del caos emotivo.

Oggi vuole che il pubblico veda oltre il meme che l’ha resa famosa.

La creator si definisce prima di tutto una donna portoricana cresciuta a Chicago, una persona che ha affrontato la transizione, gli errori, le dipendenze e il peso della fama improvvisa.

E il messaggio che vuole lasciare è semplice: dietro ogni fenomeno virale esiste comunque un essere umano.