La Procura di Forlì ha aperto un fascicolo nei confronti di un autista di ambulanza di 27 anni, sospettato di essere coinvolto nella morte di cinque pazienti anziani. L’uomo, che operava per la Croce Rossa Italiana, è stato sospeso dal servizio in seguito alla notifica dell’indagine.
Secondo quanto trapelato da fonti investigative, tutti i decessi oggetto di accertamento si sarebbero verificati durante il trasporto in ambulanza o poco dopo l’arrivo a destinazione. Gli episodi si sono concentrati nell’area tra Forlì e Forlimpopoli, in Emilia-Romagna.
I sospetti: possibili sostanze nocive
Gli inquirenti ipotizzano che ai pazienti possano essere state somministrate sostanze dannose durante il tragitto tra ospedali, case di cura e strutture riabilitative. L’accusa contestata è quella di omicidio aggravato, con l’aggravante della presunta premeditazione e dell’uso di mezzi insidiosi o velenosi.
Al momento, il 27enne non è stato arrestato né sottoposto a misure cautelari. L’inchiesta, tuttavia, è in pieno svolgimento e non si esclude che il numero dei casi sotto esame possa aumentare.
Il caso dell’85enne morta dopo il trasporto
Tra gli episodi al centro delle verifiche figura quello di una donna di 85 anni, deceduta nel novembre 2025 a seguito di un arresto cardiaco. L’anziana si stava recando da una struttura residenziale a una seduta di fisioterapia quando si è sentita male durante il viaggio.
Secondo i legali dei familiari, gli avvocati Max Starni e Massimo Mambelli, si trattava di un trasporto sanitario ordinario e non di un intervento d’emergenza. In questi casi, hanno spiegato, il mezzo non è equipaggiato come un’ambulanza di soccorso avanzato: a bordo sono presenti soltanto due autisti, senza personale infermieristico.
Dei cinque pazienti coinvolti, uno sarebbe morto durante il tragitto, mentre gli altri sarebbero deceduti nelle ore o nei giorni successivi al trasferimento. In un caso, la morte è sopraggiunta quasi due settimane dopo.
I primi sospetti e la richiesta di autopsia
Per diversi mesi i familiari non avrebbero sollevato dubbi, anche in considerazione delle condizioni cliniche già compromesse delle vittime, descritte come anziane e gravemente malate. I sospetti sarebbero emersi solo dopo la richiesta di autopsia da parte dei parenti di una delle persone decedute.
Tutti i pazienti, secondo quanto ricostruito, avrebbero manifestato crisi respiratorie durante il viaggio. In ogni circostanza sarebbe stato attivato un mezzo di emergenza con personale medico a supporto.
La posizione della Croce Rossa e della difesa
La sezione locale della Croce Rossa Italiana ha dichiarato di aver appreso con sgomento della vicenda, sottolineando la propria estraneità ai fatti contestati e ribadendo l’impegno quotidiano dei circa 150mila volontari attivi in Italia e nel mondo.
L’avvocata del 27enne, Gloria Parigi, ha riferito che il suo assistito respinge ogni accusa e si è detto profondamente provato dalla situazione. La difesa ha inoltre evidenziato che si trattava di pazienti in condizioni cliniche molto gravi e che solo uno dei decessi sarebbe avvenuto effettivamente all’interno dell’ambulanza.
Indagini in corso e possibili sviluppi
Gli accertamenti proseguono per chiarire le cause esatte dei decessi e verificare eventuali responsabilità penali. Gli investigatori stanno analizzando documentazione sanitaria, tracciati dei trasporti e referti medici, mentre non si esclude che possano emergere ulteriori episodi collegati.
L’inchiesta resta aperta e nelle prossime settimane potrebbero arrivare nuovi sviluppi su una vicenda che ha scosso profondamente la comunità locale.
