La Commissione europea ha avviato un’indagine ufficiale nei confronti di Shein per una serie di presunte violazioni della normativa comunitaria. Al centro dell’attenzione vi sono la vendita di articoli illegali – tra cui bambole sessuali infantili e armi – e il funzionamento complessivo della piattaforma di e-commerce.
L’apertura dell’inchiesta arriva dopo una richiesta di informazioni inviata all’azienda nell’aprile 2024, nell’ambito dei controlli sul rispetto del Digital Services Act (DSA). Secondo quanto emerso nella fase preliminare, Bruxelles ritiene che il rischio di diffusione di prodotti non conformi sia più elevato di quanto dichiarato dalla società.
Prodotti non conformi e sospetti sul sistema di controllo
Oltre alle controverse bambole gonfiabili e alle armi, funzionari europei hanno segnalato la presenza di abbigliamento, cosmetici e dispositivi elettronici potenzialmente non conformi agli standard UE.
Uno dei punti chiave dell’indagine riguarda la capacità della piattaforma di prevenire la vendita di articoli illegali. Secondo l’ipotesi della Commissione, il sistema di controllo interno potrebbe non essere strutturato in modo efficace per bloccare tempestivamente prodotti che violano la normativa europea.
Bruxelles contesta in particolare la valutazione di “basso rischio” fornita dall’azienda rispetto ai propri servizi, sostenendo invece che la piattaforma presenti un rischio elevato di commercializzazione di merci vietate o non regolamentari.
Sotto esame il “design avvincente” della piattaforma
L’indagine non si limita ai prodotti. La Commissione analizzerà anche l’architettura digitale del sito, con particolare attenzione ai meccanismi di gamification, ai programmi di punti bonus e ai sistemi di ricompensa.
Secondo i funzionari UE, questo tipo di “design avvincente” potrebbe incidere sul benessere psicologico degli utenti, incoraggiando acquisti ripetuti o comportamenti compulsivi. Si tratta del secondo caso in cui Bruxelles interviene su questi aspetti nel commercio elettronico, dopo l’inchiesta aperta nel 2024 nei confronti di Temu.
Algoritmi e trasparenza: i dubbi sul DSA
Un altro nodo centrale riguarda i sistemi di raccomandazione dei prodotti. L’UE ritiene che le modalità con cui Shein suggerisce articoli agli utenti non siano sufficientemente trasparenti.
Il Digital Services Act impone alle piattaforme di spiegare in modo chiaro il funzionamento degli algoritmi e di offrire un’alternativa non basata sulla profilazione. Secondo la valutazione preliminare della Commissione, le spiegazioni fornite dall’azienda sarebbero state troppo generiche per soddisfare pienamente questi requisiti.
Il caso francese e l’apertura del negozio a Parigi
L’inchiesta europea si inserisce in un contesto già teso in Francia. Nel 2024 il governo francese aveva minacciato una sospensione temporanea dei servizi della piattaforma dopo il ritrovamento di prodotti illegali sul sito.
La vicenda ha coinciso con l’inaugurazione del primo punto vendita fisico a Parigi, evento che si è svolto sotto un imponente dispositivo di sicurezza. Il tribunale parigino ha riconosciuto un potenziale “grave danno all’ordine pubblico”, pur rilevando che la vendita degli articoli contestati fosse avvenuta in modo sporadico e che fossero stati rimossi.
I giudici hanno tuttavia imposto un’ingiunzione: la piattaforma non potrà rimettere in vendita prodotti sessuali potenzialmente classificabili come pornografici senza adeguati sistemi di verifica dell’età e filtri di accesso per i minori.
Rischio sanzioni e possibile blocco in Europa
Le autorità europee hanno chiarito che l’indagine è distinta dai procedimenti nazionali e dalle verifiche delle autorità per la tutela dei consumatori. L’obiettivo è valutare il funzionamento sistemico della piattaforma nel suo complesso.
Shein sta collaborando con la Commissione, ma in caso di mancato adeguamento alle norme del Digital Services Act, Bruxelles potrebbe adottare misure severe. Il divieto di operare nel mercato europeo resta un’ipotesi estrema, ma non esclusa.
L’esito dell’indagine potrebbe avere conseguenze rilevanti non solo per l’azienda, ma per l’intero settore dell’e-commerce internazionale attivo nell’Unione europea.
