Il gruppo statunitense di grandi magazzini di lusso Saks Global Enterprises, che controlla marchi storici come Saks Fifth Avenue, Neiman Marcus e Bergdorf Goodman, ha presentato ufficialmente un’istanza di fallimento volontario secondo il Chapter 11 presso il Tribunale fallimentare federale del Distretto Meridionale del Texas.
La procedura è stata avviata dopo mesi di tentativi infruttuosi di ristrutturare il debito e reperire nuovi capitali. Secondo i documenti giudiziari, Saks Global affronta un indebitamento complessivo di circa 3,4 miliardi di dollari, aggravato dal calo delle vendite e dall’aumento dei costi operativi.
Le cause della crisi
Tra i fattori principali figura l’elevato indebitamento contratto per l’acquisizione di Neiman Marcus nel 2024, che ha pesato in modo significativo sui conti del gruppo. A ciò si aggiunge il calo delle vendite, in particolare nei negozi fisici, in un contesto di crescente preferenza dei consumatori per gli acquisti online e per beni a prezzi più contenuti.
Ulteriori segnali di tensione finanziaria sono emersi con difficoltà nei pagamenti ai fornitori e il mancato versamento di interessi su titoli di debito. La richiesta di protezione ai sensi del Chapter 11 è arrivata dopo il mancato pagamento di oltre 100 milioni di dollari di interessi verso la fine del 2025. Inoltre, sulla decisione hanno influito anche i cambiamenti nel vertice manageriale, con l’ingresso di un nuovo CEO incaricato della riorganizzazione.
Principali sviluppi giudiziari e commerciali
Nell’ambito della procedura, Saks Global ha ottenuto un finanziamento di emergenza da 1,75 miliardi di dollari, destinato a garantire la continuità operativa, il pagamento degli stipendi e il rispetto degli impegni verso i fornitori durante la ristrutturazione.
Non mancano però le controversie legali: Amazon ha contestato in tribunale il piano di finanziamento, sostenendo che una parte sostanziale del proprio investimento in Saks abbia perso valore. La disputa riguarda anche accordi commerciali legati alla vendita di prodotti Saks sulla piattaforma Amazon.
Impatto sul settore del lusso e sui creditori
Tra i principali creditori non garantiti figurano gruppi internazionali come Chanel, Kering e LVMH, oltre a marchi italiani quali Brunello Cucinelli e Zegna, segno delle ricadute potenziali sull’intera filiera del lusso.
Saks ha dichiarato l’intenzione di mantenere aperti i negozi, preservare i programmi di fidelizzazione e uscire dalla procedura entro il 2026 con una struttura finanziaria più solida. Tuttavia, non si esclude la chiusura di alcuni punti vendita non strategici o la cessione di asset secondari.
Che cos’è il Chapter 11
Il Chapter 11 è una procedura prevista dalla legge fallimentare federale statunitense (Title 11 dello United States Code) che consente alle imprese in difficoltà di continuare a operare mentre ristrutturano il proprio debito sotto supervisione giudiziaria.
Con l’apertura della procedura scatta una sospensione automatica delle azioni esecutive dei creditori (pignoramenti, sequestri, cause di recupero crediti). A differenza della liquidazione (Chapter 7), il Chapter 11 punta alla continuità aziendale attraverso un piano di riorganizzazione che rinegozi debiti e contratti per riportare l’impresa alla redditività.
Quale futuro?
Il ricorso al Chapter 11 da parte di Saks Global evidenzia le crescenti pressioni sul retail del lusso in un mercato in rapida trasformazione. Tra indebitamento elevato e cambiamenti nelle abitudini di consumo, la procedura rappresenta un’opportunità di ristrutturazione, ma il suo esito avrà probabilmente ripercussioni significative sull’intero settore.
