Truffa ai clienti per 3,5 milioni: sequestro a promotore finanziario

Indagine della Guardia di Finanza: raggiri ai risparmiatori e fondi usati per beni di lusso e attività personali

Truffa Clienti Finanza

La Guardia di Finanza di Asti ha eseguito un sequestro preventivo per un valore complessivo di circa 3,5 milioni di euro nei confronti di un promotore finanziario operante in una filiale bancaria di Alba. L’uomo, già agli arresti domiciliari da settembre 2025, è indagato per truffa e autoriciclaggio.

Si tratta di un ulteriore sviluppo dell’indagine: già nel corso dell’anno precedente erano stati sequestrati beni per oltre 2,1 milioni di euro.

Il meccanismo della truffa

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il promotore avrebbe sfruttato il rapporto di fiducia instaurato con i clienti, molti dei quali anziani e poco avvezzi agli strumenti digitali.

Attraverso false proposte di investimento, convinceva i risparmiatori a firmare operazioni che in realtà nascondevano trasferimenti di denaro verso conti correnti a lui intestati o riconducibili a soggetti collegati.

Le indagini, basate su movimenti bancari, documentazione contabile e testimonianze, hanno permesso di accertare che il sistema fraudolento era attivo almeno dal 2020.

Prelievi indebiti e carte mai consegnate

In alcuni casi, il promotore avrebbe ottenuto carte bancomat intestate ai clienti senza mai consegnarle ai legittimi titolari. Questo gli permetteva di effettuare prelievi diretti dai conti correnti senza destare sospetti immediati.

Quando le vittime chiedevano la restituzione delle somme investite, il denaro veniva reperito utilizzando i versamenti di altri clienti, alimentando così un meccanismo simile a uno schema Ponzi.

Come venivano utilizzati i soldi

Le somme sottratte non restavano ferme: parte del denaro veniva reinvestita in attività imprenditoriali nei settori agricolo e commerciale. In altri casi, i fondi venivano utilizzati per far fronte a debiti personali, inclusi quelli di natura previdenziale legati ai dipendenti.

Questo utilizzo dei capitali ha contribuito a configurare anche il reato di autoriciclaggio.

I beni sequestrati

Il sequestro disposto dall’autorità giudiziaria comprende un ampio patrimonio riconducibile al promotore finanziario. Tra i beni figurano:

  • orologi di lusso
  • arredi di valore
  • motocicli
  • disponibilità finanziarie
  • un complesso immobiliare composto da una cascina con terreni agricoli e macchinari

L’operazione rappresenta un importante passo nel recupero delle somme sottratte ai risparmiatori.