Tre fratelli di Rimini cambiano cognome: un disagio sociale insostenibile

Dopo anni di prese in giro e disagio, i giovani hanno scelto il cognome materno Muratori con l’ok della Prefettura e il consenso del padre.

cambio cognome

Per anni quel cognome era stato fonte di imbarazzo. A scuola, tra i compagni, ma anche nelle uscite con gli amici o nelle situazioni più formali, come negli uffici pubblici, il momento di pronunciarlo diventava motivo di disagio. Così tre fratelli di Rimini hanno deciso di compiere un passo importante: rinunciare al cognome paterno e adottare quello della madre.

Il primo a intraprendere la strada del cambiamento è stato uno dei tre giovani. Solo in seguito anche gli altri due fratelli hanno scelto di fare lo stesso, trasformando una decisione personale in una scelta condivisa.

L’iter in Prefettura e il via libera ufficiale

La richiesta è stata presentata alla Prefettura di Rimini, come previsto dalla normativa italiana che disciplina la modifica del cognome per ragioni valide e meritevoli di tutela. Non si tratta infatti di un diritto automatico: ogni domanda viene esaminata attentamente.

A spiegare i dettagli è stata l’avvocata della famiglia, Cinzia Novelli, che ha chiarito come il cognome originario fosse Bocchini e che l’istruttoria sia durata oltre un anno. Gli uffici prefettizi hanno verificato precedenti e motivazioni prima di concedere l’autorizzazione.

Determinante anche il consenso del padre, che non si è opposto alla richiesta. Dal 2023 il primo dei fratelli ha assunto ufficialmente il cognome materno, Muratori. Successivamente lo ha fatto anche il fratello maggiore e, infine, è arrivato il via libera per il più giovane, 17 anni, su iniziativa dei genitori. Oggi tutti e tre portano il cognome Muratori.

Cosa dice la legge sul cambio di cognome

In Italia la materia è regolata dagli articoli 89-93 del Dpr 396/2000, modificato dal Dpr 54/2012. La domanda va presentata al Prefetto della provincia di residenza o di nascita, specificando le motivazioni alla base della richiesta.

Il cambio può essere concesso quando il cognome risulti ridicolo, vergognoso o collegato a situazioni familiari delicate. Negli anni, questa possibilità è stata utilizzata anche da figli di esponenti della criminalità organizzata che volevano prendere le distanze dal proprio contesto familiare.

Accanto a questa procedura esiste anche la possibilità del doppio cognome, oggi sempre più diffusa.

Quando un cognome diventa bersaglio

Il caso dei tre fratelli mette in luce un fenomeno più ampio. In ambito scolastico e lavorativo, qualsiasi elemento percepito come “diverso” – un nome particolare, un accento, un tratto fisico – può trasformarsi in motivo di derisione.

Il cognome, in particolare, è immediatamente visibile, facile da ripetere e da deformare in soprannome offensivo. Le dinamiche del bullismo spesso si basano proprio su questo meccanismo: isolare un tratto distintivo e utilizzarlo per creare gerarchie o escludere.

In alcuni casi, nome e cognome possono suggerire origine etnica, provenienza geografica o contesto sociale. Studi sociologici hanno evidenziato come questi elementi possano influenzare:

  • la selezione del personale

  • la percezione di competenza

  • le aspettative degli insegnanti

Non dovrebbe accadere, ma è una realtà documentata.

L’effetto amplificatore dei social

Oggi, rispetto al passato, un soprannome offensivo può avere una diffusione molto più ampia. Può circolare sui social network, trasformarsi in meme e restare online per anni, rendendo difficile lasciarsi alle spalle certe esperienze.

Proprio per questo, per i tre fratelli di Rimini la decisione di cambiare cognome non è stata soltanto una formalità burocratica, ma un modo per chiudere con un periodo di disagio e ripartire con una nuova identità anagrafica, libera da etichette e prese in giro.