Tasmania, trovati resti e chiave: svolta nel caso Celine Cremer

Dopo oltre due anni dalla scomparsa della turista belga, nuove prove riaccendono le speranze di chiarire cosa accadde nella foresta del Tarkine.

Tasmania cremer

Una serie di ritrovamenti potrebbe finalmente fare luce sulla sorte di Celine Cremer, la turista belga scomparsa nel giugno 2023 nel nord-ovest della Tasmania.

Nei giorni scorsi, la polizia ha recuperato cinque ossa, due denti e la chiave di un’auto Honda appartenente alla donna. I resti sono stati individuati a circa due chilometri da Philosopher Falls, nei pressi di Cradle Mountain, un’area nota per la sua natura selvaggia e i paesaggi impervi.

Le autorità stanno conducendo esami forensi per confermare ufficialmente che i resti appartengano alla trentunenne.

L’ultima escursione nella natura selvaggia

Cremer, viaggiatrice zaino in spalla, aveva intrapreso un’escursione considerata relativamente semplice lungo un sentiero che costeggia il fiume Arthur, nella regione incontaminata del Tarkine. Era il 17 giugno 2023, in pieno inverno australe.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la donna avrebbe percorso il tracciato fino alla piattaforma panoramica della cascata, per poi tentare una scorciatoia verso il parcheggio mentre il buio si avvicinava. Durante il tragitto avrebbe perso il telefono, proseguendo disorientata nel bosco fitto.

Il suo SUV bianco fu ritrovato il 27 giugno nel parcheggio dell’area naturalistica, il giorno dopo la denuncia di scomparsa presentata dalla famiglia.

Condizioni estreme e ricerche difficili

Nei giorni successivi alla scomparsa, le temperature nella zona scesero sotto lo zero, con neve e pioggia battente. Gli esperti medici consultati all’epoca ritenevano estremamente improbabile una sopravvivenza prolungata in simili condizioni.

In Australia, le tragedie legate alla natura vengono spesso associate all’outback desertico, ma anche le foreste pluviali della Tasmania possono rivelarsi insidiose: vegetazione fitta, terreni scivolosi e corsi d’acqua in piena complicano qualsiasi operazione di soccorso.

Le ricerche ufficiali furono sospese dopo settimane senza esito.

Il ritrovamento del telefono e la nuova pista

Nel dicembre scorso, un volontario del servizio di emergenza SES, Tony Hage, ha rinvenuto il telefono Samsung della giovane. L’analisi dei dati ha rafforzato l’ipotesi investigativa: Cremer potrebbe aver utilizzato un’app di navigazione per cercare un percorso più diretto verso l’auto, abbandonando il sentiero principale al calare della luce.

Secondo gli investigatori, la perdita del telefono avrebbe aggravato la situazione, lasciandola senza orientamento in un ambiente già ostile.

Resti umani lungo il fiume Arthur

Il 28 gennaio un escursionista, Jarrod Boys, ha notato ossa affiorare dal terreno vicino all’area della scomparsa. Dopo aver fotografato la scena, ha cercato segnale telefonico per avvisare la polizia.

Approfittando del livello più basso delle acque del fiume Arthur, le forze dell’ordine hanno intensificato le perlustrazioni lungo un tratto di circa 350 metri. Nei giorni successivi sono stati recuperati indumenti – tra cui una giacca in pile e una maglia termica – oltre ad altri resti ossei.

L’ultimo ritrovamento, comprendente ulteriori ossa, denti e la chiave dell’auto, rappresenta un elemento cruciale per le indagini.

L’ipotesi dell’annegamento

Secondo l’investigatore privato Ken Gamble, che ha coordinato le ricerche dei volontari, gli elementi raccolti suggeriscono che la giovane si sia smarrita, abbia perso il telefono e possa essere caduta nel fiume Arthur, probabilmente annegando.

Il medico legale dello Stato ora guiderà l’inchiesta ufficiale sulla scomparsa, mentre proseguono le analisi scientifiche per fornire una conferma definitiva.

Il dolore della famiglia e la ricerca di risposte

La sorella della donna, Amélie Cremer, ha definito i recenti sviluppi un passo importante verso la verità, pur sottolineando che il percorso per ottenere risposte complete è ancora lungo.

A oltre due anni e mezzo dalla scomparsa, la speranza è che gli ultimi ritrovamenti possano finalmente chiarire cosa accadde a Celine Cremer in quella remota foresta della Tasmania, trasformando un doloroso mistero in una verità accertata.