San Siro, ombre sulla cessione: indagine e blitz della Finanza

Nel mirino della Procura di Milano la cessione dello stadio a Inter e Milan: ipotesi turbativa d’asta e accessi della Guardia di Finanza tra uffici e abitazioni

San Siro indagine

Un vero e proprio terremoto giudiziario scuote Milano. All’alba, la Guardia di Finanza ha fatto scattare una serie di perquisizioni negli uffici del Comune e nelle abitazioni di politici, dirigenti e consulenti legati al dossier San Siro.

Nel mirino degli inquirenti c’è la vendita dello stadio Meazza a Inter e Milan, un’operazione da quasi 200 milioni di euro che ora viene passata al setaccio dalla Procura. I militari hanno acquisito documenti e sequestrato telefoni cellulari per analizzare chat, email e comunicazioni riservate.

Nove indagati: coinvolti ex assessori e manager dei club

L’inchiesta coinvolge nove persone e tocca nomi di primo piano. Tra gli indagati figurano gli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris, insieme al direttore generale del Comune Christian Malangone.

Non solo politica: sotto la lente anche figure legate a Inter e Milan, come Alessandro Antonello, Giuseppe Bonomi e Mark Van Huukslot. Coinvolti anche tecnici e consulenti che hanno seguito il progetto, tra cui Simona Collarini, Fabrizio Grena e Marta Spaini.

Un intreccio tra pubblico e privato che ora la Procura vuole chiarire fino in fondo.

L’ipotesi: gara “pilotata” e informazioni riservate

Le accuse sono pesanti: turbativa d’asta e rivelazione del segreto d’ufficio. Secondo gli investigatori, il percorso che ha portato alla vendita dello stadio potrebbe essere stato alterato da accordi informali e scambi di informazioni riservate.

Il sospetto è che la procedura pubblica sia stata influenzata, con un possibile vantaggio per i club a discapito dell’interesse pubblico. Un’ipotesi tutta da verificare, ma che getta un’ombra pesante sull’intera operazione.

Delibere “concordate” prima della Giunta

Uno degli aspetti più delicati riguarda la gestione degli atti amministrativi. Secondo la Procura, alcune delibere sarebbero state condivise in anticipo tra i soggetti coinvolti, prima ancora di arrivare sul tavolo della Giunta comunale.

Bozze discusse, modificate e allineate lontano dalle sedi ufficiali: è questo il quadro che gli inquirenti stanno cercando di ricostruire, analizzando nel dettaglio le comunicazioni sequestrate.

Il nodo dei 197 milioni e l’uso della legge sugli stadi

Al centro dell’inchiesta c’è anche il valore dell’operazione: circa 197 milioni di euro incassati dal Comune per la cessione del Meazza e delle aree circostanti.

Gli investigatori vogliono capire se la normativa sugli stadi sia stata utilizzata per facilitare un progetto di sviluppo immobiliare e urbanistico, favorendo interessi privati. Un punto cruciale che potrebbe ridefinire l’intera lettura della vicenda.

Dall’urbanistica al caso San Siro: un’indagine che si allarga

Questo nuovo filone nasce dagli sviluppi della maxi inchiesta sull’urbanistica milanese. Proprio dall’analisi di chat e documenti emersi in quel procedimento sarebbero spuntati elementi utili per approfondire il caso San Siro.

L’indagine copre un arco temporale lungo, dal 2017 al 2025, e prende le mosse anche da esposti presentati in Procura, tra cui quello del Comitato “Sì Meazza”.

Sala: “Nessuna ipotesi corruttiva”

Il sindaco Giuseppe Sala interviene per smorzare i toni: al momento, sottolinea, non emergono ipotesi di corruzione.

Il primo cittadino difende l’operato dell’amministrazione, parlando di una trattativa lunga e complessa condotta per evitare che le squadre lasciassero Milano. E ricorda che il dialogo tra pubblico e club è previsto dalle procedure di partenariato.

Un caso destinato a far discutere

L’inchiesta è solo all’inizio, ma ha già un impatto enorme sul dibattito pubblico. San Siro, simbolo del calcio italiano, diventa ora il centro di uno scontro giudiziario che potrebbe avere conseguenze politiche e urbanistiche rilevanti.

Le prossime mosse della Procura saranno decisive per capire se si è trattato di una gestione irregolare o di un procedimento legittimo finito sotto accusa.