Nepal al voto: la Gen Z scommette sul rapper Balen

Dopo la rivolta anticorruzione del 2025, 30 milioni di nepalesi tornano alle urne. Tra continuità e rottura, l’outsider nato nell’hip hop guida le speranze dei più giovani.

Nepal voto

A sei mesi dalla sollevazione popolare che in cinque giorni ha travolto l’esecutivo di Kathmandu, il Nepal affronta le prime elezioni della nuova fase politica e si prepara al voto. Tra l’8 e il 13 settembre 2025 migliaia di giovani erano scesi in piazza contro la corruzione sistemica e la carenza di opportunità lavorative in un Paese con un’età media di circa 26 anni. Le proteste, in gran parte pacifiche, si sono concluse con un bilancio di 22 vittime e con il passaggio dei poteri a un governo ad interim.

Ora circa 30 milioni di cittadini sono chiamati a rinnovare i 275 seggi del Parlamento e a ridisegnare gli equilibri di una democrazia parlamentare giovane e fragile, alla ricerca di maggiore trasparenza e inclusione sociale.

L’ombra lunga di KP Sharma Oli

Tra i protagonisti di questa tornata c’è ancora KP Sharma Oli, figura centrale della politica nazionale dagli anni Novanta. Già alla guida di tre governi di coalizione, l’ex premier si ripresenta come candidato unico del Partito comunista del Nepal (marxista leninista), una delle principali forze del Paese.

Nonostante gli appelli al rinnovamento arrivati dalle piazze, Oli ha scelto la continuità. I suoi critici lo descrivono come accentratore e vicino a reti di potere che, durante i suoi mandati, avrebbero beneficiato di una distribuzione squilibrata delle risorse. Nel 2024, secondo dati delle Nazioni Unite, il Pil pro capite del Nepal superava di poco i 1.360 dollari, collocando il Paese al 161° posto su 193 nella classifica mondiale: un indicatore che alimenta il malcontento di un elettorato giovane e impaziente.

Il “nuovo” volto del Nepali Congress

Sul fronte opposto, il Nepali Congress tenta un rinnovamento parziale proponendo Gagan Thapa, 49 anni e quattro legislature alle spalle. Considerato da parte della stampa indipendente un riformista pragmatico, Thapa può contare su una rete consolidata di alleanze parlamentari e su un consenso trasversale, pur rappresentando per molti giovani un cambiamento più formale che sostanziale.

Dall’underground al municipio: l’ascesa di Balen

La vera novità è però Balendra Shah, noto al pubblico come Balen. La sua parabola inizia nel 2013 nella scena hip hop di Kathmandu, quando a 23 anni si impone in una “freestyle battle” del format YouTube Raw Barz. Le sue rime, cariche di critica sociale e rabbia generazionale, intercettano presto il malessere di una parte crescente della gioventù urbana.

Costruita attraverso i social network, la sua immagine pubblica mescola attivismo, attacchi frontali ai partiti tradizionali e uno stile riconoscibile. Nel 2022 si candida come indipendente alle comunali di Kathmandu e conquista la carica di sindaco con un ampio margine, trasformando la popolarità digitale in consenso reale.

Un sindaco “di lotta” e il salto nazionale

Da primo cittadino, Balen mantiene un profilo combattivo: comunica quasi esclusivamente attraverso i propri canali social — dove conta milioni di follower — e predilige toni diretti e provocatori. Un approccio che entusiasma la Generazione Z ma suscita critiche per la scarsa disponibilità al confronto con la stampa e con le opposizioni.

Durante la fase di transizione post-Oli, molti giovani lo avrebbero voluto alla guida del governo ad interim. Lui ha preferito attendere il passaggio elettorale, puntando a un’investitura piena.

Oggi, a 35 anni, guida la lista del Rastriya Swatantra Party (Rsp), formazione populista di recente nascita fondata da un ex conduttore televisivo finito sotto inchiesta per appropriazione indebita. I sondaggi lo indicano tra i favoriti, ma appare difficile che il suo partito riesca a conquistare la maggioranza assoluta dei 275 seggi.

Le incognite del dopo-voto

Se nessuna forza otterrà numeri sufficienti per governare da sola, si aprirà la stagione delle coalizioni. Ed è qui che si misurerà la maturità politica di Balen: per guidare il Paese dovrà trattare con quella stessa classe dirigente che per anni ha attaccato nelle sue canzoni e nei suoi post.

Per la Generazione Z nepalese, questa elezione rappresenta molto più di un normale ricambio parlamentare. È il banco di prova di una promessa: trasformare l’energia della piazza in riforme concrete, capaci di incidere su lavoro, equità e trasparenza. Il verdetto delle urne dirà se la spinta della rivoluzione riuscirà a diventare governo.