Mattarella agli atleti paralimpici al Quirinale: Siete un orgoglio per l’Italia

Paralimpici

Lo scorso 21 gennaio il capo dello Stato, Mattarella, ha incontrato al Quirinale le atlete e gli atleti paralimpici italiani vincitori di 96 ori nel 2025 ai Campionati del Mondo, i Global Games e alle Deaflympics del 2025, annunciando che sarà presente alla Cerimonia di apertura a Verona.

In contemporanea al Museo MAXXI di Roma  la mostra sulle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali Milano-Cortina. “Dal sogno alla realtà. L’Italia al centro del mondo.”.

Le parole del Capo dello Stato hanno portato l’attenzione sui temi dell’inclusività e dell’importanza dello sport e del sacrificio nelle avversità.

E’ motivo di orgoglio quello che avete fatto. So bene cosa è costato, i sacrifici, le rinunce, la fatica della lunga preparazione per la competizione, che è la conclusione di un percorso molto lungo. Per tutte le atlete e tutti gli atleti, olimpici e paralimpici, alle spalle del risultato, del successo, delle medaglie conquistate o non conquistate, c’è un lungo percorso di partecipazione fatto di sacrificio, rinunce faticose. Per questo vi ringrazio, grazie per questa testimonianza di capacità, di impegno, che fa superare le difficoltà“.

“Civiltà, emozione e impegno”

Per Mattarella il movimento paralimpico italiano rappresenta un “elemento di civiltà “che spera possa indurre più ragazzi possibili allo sport e all’impegno per la crescita del paese stesso.

Ad ascoltare il Presidente una sessantina di atlete e atleti emozionati per il riconoscimento ricevuto, per le vittorie in India e in Giappone, dove però i podi in totale sono stati più di 230, come ha sottolineato il presidente del Comitato paralimpico, Marco Giunio De Sanctis.

A nome dei tanti atleti presenti hanno parlato Marco Cicchetti, vincitore di due ori ai Mondiali di Nuova Delhi nel salto in lungo e Viola Scotto, vincitrice di sei medaglie d’oro nel nuoto alle Deaflympics di Tokyo.

Ma come sono nate le Paraolimpiadi?

Va a un medico ebreo tedesco il merito di averle inventate: il neurologo Ludwig Guttmann, fuggito in Inghilterra per salvarsi dalle persecuzioni naziste. Curando i soldati che tornavano dal fronte con lesioni spinali, ha elaborato una serie di terapie che diventano delle vere e proprie gare sportive. Diede così  vita ai Giochi di Stoke Mandeville (come il tiro con l’arco e una forma di polo in sedia a rotelle), giochi che divennero internazionali nel 1952 con l’arrivo degli atleti olandesi, anticipando le future Paralimpiadi, che ebbero il loro primo vero evento “paralimpico” a Roma nel 1960, grazie anche al medico italiano Antonio Maglio.  La storia di Guttmann è stata raccontata da Roberto Riccardi, Generale dei Carabinieri e noto scrittore, nel libro “Un cuore da campione”, Giuntina Editore.

Del libro si parlerà a Roma, alla Libreria Eli il giorno 19 febbraio prossimo alle ore 18,30.

 

Foto: Ansa