Sanremo 2026: torna il prof Luca Monti in Sala Stampa a raccontare il Festival

Come ogni anno, il prof. Luca Monti sarà l'inviato "molto speciale" di VoceNews al festival di Sanremo. Ogni giorno i suoi lucidi e pungenti commenti sulla kermesse canora più importante di Italia

Luca Monti

Mentre i riflettori del Teatro Ariston si accendono e i fiori di Villa Ormond iniziano a decorare ogni angolo della città ligure, una certezza torna a fare capolino tra le pagine di VoceNews. Come accade ormai da anni, il nostro “occhio” privilegiato sulla kermesse canora più importante d’Italia ha un nome, un cognome e una voce inconfondibile: quella del professor Luca Monti.

Per i pochi che ancora non lo conoscessero, Luca Monti non è solo un inviato di grande esperienza, ma una figura poliedrica capace di unire il rigore accademico alla passione viscerale per la comunicazione. Docente presso l’Università Cattolica di Milano e noto speaker radiofonico, il prof. Monti rappresenta il perfetto punto d’incontro tra l’analisi sociologica e il ritmo incalzante del giornalismo d’assalto.

Un veterano tra i giornalisti

Essere accreditati nella prestigiosa Sala Stampa di Sanremo non è un compito da poco. È un ecosistema frenetico, fatto di conferenze stampa all’alba, interviste rubate nei corridoi del Palafiori e ore passate a decifrare i sottotesti di ogni esibizione. Il prof. Monti, ormai veterano di queste latitudini, si muove tra i colleghi con la disinvoltura di chi conosce ogni segreto del Festival, pronto a trasformare il caos ligure in narrazione lucida per i nostri lettori.

Ogni giorno, Luca ci delizierà con un appuntamento fisso. Non aspettatevi le solite pagelle asciutte o i resoconti istituzionali: i suoi articoli saranno un mix di critica musicale, analisi dei look, commenti alle polemiche dell’ultima ora e, naturalmente, quel pizzico di gossip che rende Sanremo la “settimana santa” dello spettacolo italiano.

La prima “chicca”: un Festival col freno a mano tirato?

Ma veniamo al sodo. Il nostro inviato ha già iniziato a respirare l’aria di Sanremo e, dobbiamo dirlo, le sue prime impressioni non sono esattamente entusiaste. Se negli ultimi anni avevamo assistito a un’esplosione di energia travolgente, l’edizione 2026 sembra faticare a ingranare le marce alte. “Si respira un’aria strana,” ci confida il prof. Monti dal suo primo sopralluogo. “Sembra un Sanremo partito decisamente sottotono.”

Ecco i punti critici evidenziati dal nostro inviato nella sua prima anteprima.

L’effetto “Nostalgia Amadeus”

Dopo anni di record e rivoluzioni, l’assenza di Amadeus si fa sentire come un vuoto d’aria. La sua capacità di trasformare il Festival in un evento generazionale manca, e il confronto con il passato recente è, per ora, impietoso.

Carlo Conti stanco

Il conduttore toscano, pur essendo un professionista impeccabile, sembra essere arrivato in Riviera con le batterie scariche. La notizia, circolata con insistenza, che abbia già dichiarato che l’anno prossimo non condurrà più il Festival ha gettato un’ombra di “fine mandato” su questa edizione ancora prima del fischio d’inizio. Un annuncio che toglie smalto e prospettiva alla sua direzione artistica.

Musica: niente di nuovo sotto il sole?

La vera nota dolente, però, sembra riguardare la materia prima: le canzoni. Dai primi ascolti e dai rumors di chi ha potuto sbirciare tra le partiture, non sembrano esserci pezzi capaci di rompere gli schemi o diventare instant-hit. Una selezione che appare piatta, priva di quel guizzo innovativo che aveva caratterizzato le ultime annate.

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni

Riuscirà la gara a smentire queste premesse poco incoraggianti? Saranno i giovani a salvare la baracca o assisteremo a un trionfo della “vecchia guardia” in un Festival che sembra voler tornare a un passato più rassicurante ma meno eccitante?

Il prof. Luca Monti seguirà per noi ogni respiro della città dei fiori. Continuate a leggere VoceNews: tra un’analisi semantica dei testi e una battuta sagace sul look del super-ospite, il racconto del Festival è appena iniziato.